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Mundimago

giovedì 20 novembre 2014

L’AQUILA : CORRUZIONE la Malattia del Paese Italia



L’AQUILA
 L’ASSOLUZIONE DELLA GRANDI RISCHI RIMETTE IN LUCE 
LA MALATTIA DEL PAESE: LA CORRUZIONE

Dopo la sentenza d’appello di assoluzione “perché il fatto non sussiste”, il sindaco Cialente parla di Paese anestetizzato (forse volendo dire magistratura anestetizzata?, ndr). Noi di CosaPubblica non crediamo di essere vittime di anestesie culturali soltanto in questo Paese, anestesie che ci hanno provocato l’impossibilità di comprendere l’origine di questi mali e di questi lutti, e siamo certi di essere gravemente malati di corruzione politica e amministrativa. Se a L’Aquila è successo quell’enorme tragedia che poi si è ripetuta a Genova due anni fa e in questi giorni, e ancora nelle Marche, in Veneto, in Piemonte, in Emilia e non solo, la causa è sempre la corruzione. La corruzione corrode persino la mente di chi dovrebbe progettare un’opera pubblica con tutti i crismi della sicurezza, la corruzione corrode le vere risorse per affrontare una volta per tutte il famoso “dissesto idrogeologico” che ci attanaglia.

Se in questi decenni (e parlo già dagli anni ’50, anche se in minor parte) non si fosse rubato a tutto spiano nei comuni, nelle province, nelle regioni, nelle società partecipate, forse non ci troveremmo nella situazione di non avere soldi per affrontare le emergenze e soprattutto di morire. E questa volta di morire non solo di fame ma anche annegati o sotto una frana o sotto le macerie di una scuola.

È ora di dire basta e di affrontare il problema alla radice non quando è troppo tardi. Ovvio che non lo possono fare i cittadini da soli, o la magistratura quando già il reato si è consumato. Il cambiamento è a monte. Nella trasparenza totale di cosa succede. Se noi tutti potessimo cotrollare cosa accade ai nostri soldi (pubblici) e come davvero vengono impiegati per la nostra sicurezza, forse si abbasserebbe il livello di latrocinio. Certo, oggi è già una situazione di emergenza che viviamo perché di risorse da succhiare per i ladri ne sono rimaste poche, allora almeno ribelliamoci. Insieme ai parenti dei morti de L’Aquila tutti gli altri italiani devono unirsi nell’unico urlo di ribellione: Vergogna, basta a rubare!.

Laura Marinaro

DALLA CINA UNA INTERPRETAZIONE PER IL CASO ITALIANO

Gli amministratori e gli imprenditori che in Italia fanno della corruzione uno strumento di prosperità economica (per loro) e di impoverimento (per la collettività) spesso si giustificano dicendo che questo fenomeno è presente in ogni Paese. Ovviamente, non è un’evidenza tale da giustificare o addirittura legittimare qualsivoglia episodio corruttivo, ma è proprio vero: la corruzione – in misure e proporzioni variabili – c’è ovunque.

C’è soprattutto in Cina. Nel paese dell’ex Impero Celeste la corruzione coinvolge soprattutto gli amministratori locali che ricevono tangenti in cambio di concessioni economiche e appalti. Niente di strano, se non nei numeri. Numeri talmente grandi da far scattare l’allarme presso il governo centrale e l’intellighenzia che a esso fa riferimento. Lo dimostra un editoriale dai contenuti molto forti redatto dalla professoressa Lin Zhae della Scuola del Partito Comunista, principale organo culturale filo-governativo. La professoressa si scaglia contro una particolare categoria di corrotti: coloro che, indagati, tentano il suicidio. La sua invettiva raggiunge i livelli della minaccia: “Vi perseguiteremo anche da morti”. Sorvolando sulle “reali” capacità dei cinesi di perseguire i defunti, possiamo affermare che queste parole hanno una forza valenza simbolica: il Governo Cinese intende combattere la corruzione con così tanta foga da non mostrare pietà nemmeno per chi, presumibilmente pentito, si toglie la vita.

Nella pratica, la Zhae propone due interventi. Il primo di natura prettamente legislativa e che prevede la cancellazione della norma secondo cui il processo si ferma se l’indagato passa a miglior vita. Il secondo di più inquietante: le pareti delle sale preposte agli “interrogatori” dovranno essere coperte da materiali morbidi, in modo da impedire che gli interrogati compiano atti autolesionistici e potenzialmente in grado di portare alla morte.

Pur nella sua brutalità, il caso cinese ci insegna alcune cose e aiuta a comprendere la declinazione che il fenomeno assume in Italia.

In Cina si corrompe e si viene corrotti ma la mentalità è diversa. Paradossalmente, è una mentalità che, da sola, è in grado di prevenire il fenomeno. I cinesi, infatti, si vergognano quando vengono scoperti. Il sentimento di vergogna sociale è così forte da spingere gli indagati al suicidio. In Italia, questo sentimento è raro tra i colpevoli e ciò causa il proliferare degli episodi corruttivi e la tendenza, da parte di questi ultimi, a mantenere le proprie posizioni di comando. In Cina ci si suicida, in Italia nemmeno ci si dimette.

In Cina l’approccio alla questione è pragmatico. Potrebbe suonare strano, dal momento che si utilizzano frasi del tipo “vi perseguiteremo anche da morti” ma in verità la volontà di impedire i suicidi procede da una necessità concreta: il recupero delle somme sottratte. Quando un corrotto muore, con lui muoiono molti segreti. In Italia l’approccio non è così concreto e, anzi, ogni discussione si impelaga in ostacoli che sono soprattutto ideologici o, peggio, mediatici. Non interessano le cause del fenomeno e i suoi meccanismi, piuttosto i numeri su questa o quella mazzetta.

In Cina l’approccio alla soluzione è durissima, in Italia si è troppo indulgenti. I corrotti si sentono giustificati, oltre che dal “così fan tutti”, anche dalle difficoltà economiche che sta attraversando il Paese e dalla pressione fiscale troppo alta. La popolazione, dal momento che le manifestazioni contro la corruzione in Italia scarseggiano, sembra quasi che accetti tacitamente questi ragionamenti.

Ovviamente, non si tratta di prendere in considerazione l’approccio cinese. Cina e Italia si pongono da questo punto di vista a due estremi, entrambi negativi. Ciò che accade a Pechino, però, aiuta a comprendere ciò che accade a Roma. L’unico elemento che può essere di ispirazione è quello “socio-culturale”, ossia quello della vergogna. Come già specificato sopra, in Cina si ruba come e più che in Italia, ma quando si è scoperti ci si vergogna. La vergogna sarebbe già un ottimo deterrente anche per gli italiani.

– Giuseppe Briganti

DA :  https://www.cosapubblica.it/


Da "Signori e signore buonanotte", un film degli anni '70, davvero profetico e molto attuale!
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CORRUZIONE DILAGANTE: ECCO LA LISTA DEI POLITICI INDAGATI E CORROTTI

Corte dei Conti: corruzione dilagante, ecco la lista dei politici indagati e corrotti e ora anche in Germania Il presidente tedesco Christian Wulff ha annunciato le sue dimissioni!!


 Di Agata Marino - 29 Maggio 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Superiorità morale, condanna alla corruzione, quante volte abbiamo sentito queste parole in bocca ai politici? Tante! quelli del Partito democratico e della sinistra in generale alle inchieste ci stanno facendo l’abitudine, unendosi ai loro colleghi di altri partiti.Quanti sono gli indagati?

“60 MLD L’ANNO SONO I NUMERI DELLA PIAGA SOCIALE E DELLA CORRUZIONE: illegalità, corruzione, malaffare sono fenomeni ancora notevolmente presenti nel Paese e le cui dimensioni, presumibilmente, sono di gran lunga superiori a quelle che vengono, spesso faticosamente, alla luce”.

Da quando al comando del Pd c’è Pier Luigi Bersani sono quasi 400 gli indagati all’interno del partito, sfortunato!! oppure non ha indagato bene sul suo partito… è facile gridare alla giustizia e definirsi paladini e difensori della legalità… quando a cosa propria succedono le cose peggiori. 

L’ultimo caso arriva da Pomezia, dove un consigliere comunale, Renzo Antonini, è stato beccato con la busta in mano.

Per qualche appaltino!! favorendo l’assegnazione di appalti. Per non parlare delle tangenti rosse a Sesto (caso Penati) e quelle dell’Enac (caso Pronzato), i soldi rubati dai tesorieri (l’ex della Margherita Lusi, poi passato al Pd,milioni di Euro e NESSUNO SI è ACCORTO DI NULLA!!), le molestie sessuali (il vicepresidente del consiglio della Regione Umbria, Goracci) . Questo articolo insieme a quello di ieri, che potete leggere andando QUI,lo dovete conservare quando sarete chiamati a votarli, in tanto inserisco la lista degli immacolati che ci rappresentano, è nota e non svelo nulla di nuovo ma è giusto ricordarla

ECCO LA LISTA DEGLI INDAGATI/CONDANNATI IN PARLAMENTO

ABRIGNANI Ignazio (PDL) – indagato per dissipazione post-fallimentare

ANDREOTTI Giulio (Sen. a vita) – condannato per associazione a delinquere (l’associazione mafiosa è stata inserita nel codice solo dopo l’epoca dei fatti contestati), prescritto

BERLUSCONI Silvio (PDL) – 2 amnistie (falsa testimonianza P2, falso in bilancio Macherio); 2 assoluzioni per depenalizzazione del reato (falso in bilancio All Iberian, Sme-Ariosto); 8 archiviazioni (6 per mafia e riciclaggio, 2 per concorso in strage); 6 prescrizioni; 3 processi in corso (frode fiscale Mediaset, corruzione in atti giudiziari Mills, frode fiscale e appropriazione indebita Mediatrade)

BERRUTI Massimo Maria (PDL) – condannato per favoreggiamento

BOSSI Umberto (Lega Nord) – condanne per finanziamento illecito, istigazione a delinquere, vilipendio della bandiera

BRAGANTINI Matteo (Lega Nord) – condannato in appello per propaganda razziale

BRANCHER Aldo (PDL) – condannato in primo grado e appello per falso in bilancio e finanziamento illecito al psi. Il primo reato prescritto, il secondo depenalizzato. Indagato per ricettazione

BRIGANDI’ Matteo (Lega Nord) – condannato in primo grado per truffa aggravata alla regione Piemonte

BRIGUGLIO Carmelo (PDL) – vari processi a carico (truffa, falso, abuso d’ufficio), alcuni prescritti, alcuni trasferiti ad altri tribunali ed in seguito assolto

CALDEROLI Roberto (Lega Nord) – indagato per ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale prescritto, indagato per associazione antinazionale reato poi dichiarato incostituzionale

CAMBER Giulio (PDL) – condannato in via definitiva per millantato credito

CANTONI Giampiero (PDL) – patteggia per corruzione e bancarotta fraudolenta

CAPARINI Davide (Lega Nord) – resistenza a pubblico ufficiale prescritto

CASTAGNETTI Pierluigi (PD) – rinviato a giudizio per corruzione, prescritto

CASTELLI Roberto (Lega Nord) – indagato per abuso d’ufficio patrimoniale, il Senato vota totale immunità

CATONE Giampiero (PDL) – rinviato a giudizio per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, false comunicazioni sociali, bancarotta fraudolenta pluriaggravata e estorsione

CESA Lorenzo (UDC) – condannato in primo grado per corruzione aggravata, condanna annullata in appello per incompatibilità del GIP, indagato per truffa e associazione a delinquere

CIARRAPICO Giuseppe (PDL) – condannato per truffa aggravata e continuata ai danni di INPS e INAIL, multa per violazione legge tutela “lavoro fanciulli e adolescenti”, condannato per falso in bilancio e truffa, condanna per diffamazione, condannato per bancarotta fraudolenta, condannato per finanziamento illecito, condannato per il crac “valadier”, condannato in appello per assegni a vuoto e in seguito reato depenalizzato, condanna in primo grado per abuso ed in seguito prescritto, condannato per truffa e violazione della legge sulle trasfusioni, rinviato a giudizio per ricettazione, indagato per truffa ai danni di palazzo Chigi

CICCHITTO Fabrizio (PDL) – Il suo nome compare nelle liste della loggia massonica P2: fascicolo 945, numero di tessera 2232, data di iniziazione 12 dicembre 1980. All’epoca della scoperta degli elenchi Cicchitto era deputato e membro della direzione del Psi. è uno dei pochi ad aver ammesso di aver sottoscritto la domanda di adesione.

COMINCIOLI Romano (PDL) – rinviato a giudizio per false fatture e bilanci truccati, reati poi depenalizzati

CRISAFULLI Vladimiro (PD) – Ex sindaco di Enna e uomo forte dei Ds siciliani, è sotto inchiesta insieme a Totò Cuffaro per violazione di segreto d’ufficio nell’inchiesta su Messina Ambiente. Ë stato indagato dalla procura di Caltanissetta per concorso esterno in associazione mafiosa. Indagine archiviata nel febbraio 2004

CUFFARO Salvatore (UDC) – condannato per favoreggiamento

CUSUMANO Stefano (Udeur) – Arrestato nel 1999 a Catania con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e turbativa d’asta. Oggi resta sotto processo, con la sola accusa di turbativa d’asta, per gli appalti del nuovo ospedale Garibaldi di Catania. È senatore della Repubblica.

D’ALEMA Massimo (PD) – finanziamento illecito accertato, prescritto

DE ANGELIS Marcello (PDL) – condannato per banda armata e associazione eversiva

DE GREGORIO Sergio (PDL) – indagato per riciclaggio e favoreggiamento della camorra, corruzione, concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata al riciclaggio

DELFINO Teresio (UDC) – Sottosegretario del governo Berlusconi, ha ricevuto un avviso di garanzia nell’inchiesta sui fondi dell’Enoteca d’Italia.

DELL’UTRI Marcello (PDL) – condannato per false fatture e frode fiscale, condannato in appello per tentata estorsione mafiosa, condannato in secondo grado a 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa.

DEL PENNINO Antonio (PDL) – Nel luglio 1994 ha patteggiato una pena di 2 mesi e 20 giorni (convertita nella sanzione di 4 milioni) nel processo per le tangenti Enimont. A ottobre 1994 altro patteggiamento: di una pena di 1 anno, 8 mesi e 20 giorni per tangenti relative alla Metropolitana milanese. Il 25 gennaio 2000 la settima sezione penale del tribunale di Milano lo ha prosciolto nel processo per le tangenti Atm, per le forniture di autobus all azienda dei trasporti milanese

DEL BONO Flavio (PD) – indagato per abuso di ufficio, peculato e truffa aggravata

DE LUCA Francesco (PDL) – indagato per tentata corruzione in atti giudiziari

DE Luca Vincenzo (PD) – Nel dicembre 2008 con altri 46 imputati, viene rinviato a giudizio per truffa ai danni dello stato e falso in relazione alla vicenda relativa alla delocalizzazione delle Manifatture Cotoniere Meridionali. Nell’aprile 2009 il rinvio viene confermato per De Luca ad altri 13 imputati. Nel luglio 2010 viene condannato in primo grado dalla Corte dei Conti (sezione giurisdizionale di Napoli), insieme all’ex-sindaco De Biase ad alcuni dirigenti comunali, per questioni inerenti gli stipendi dei dirigenti del Comune di Salerno. Viene condannato a pagare 23 mila euro . Il 6 luglio 2010 la Corte dei Conti di Salerno dichiara la prescrizione nei confronti di De Luca e degli altri imputati del processo per lo sversamento di rifiuti, nel 2001, nel sito di Ostaglio, non ancora completato.

DRAGO Giuseppe (UDC) – condannato in appello per peculato e abuso d’ufficio

FARINA Renato (PDL) – patteggia condanna per favoreggiamento nel sequestro di Abu Omar

FASANO Vincenzo (PDL) – condannato per concussione, indultato

FIRRARELLO Giuseppe (PDL) – condannato in primo grado per turbativa d’asta, richiesto rinvio a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa

FITTO Raffaele (PDL) – rinvio a giudizio per concorso in corruzione, falso e finanziamento illecito

FRIGERIO Gianstefano (PDL) – Ex leader della Dc, diventato uno degli strateghi di Forza Italia. Ha confessato, per esempio, di aver ricevuto 150 milioni da Paolo Berlusconi, in cambio dei permessi alla Fininvest per gestire la discarica di Cerro Maggiore. Ha accumulato tre condanne definitive: 1 anno e 4 mesi per finanziamento illecito ai partiti, 1 anno e 7 mesi per finanziamenti illeciti e ricettazione, 3 anni e 9 mesi per corruzione e concussione. Doveva scontare in definitiva una pena di 6 anni e 5 mesi. Affidato poi ai servizi sociali, ha avuto il permesso dal giudice di sorveglianza di frequentare il Parlamento per qualche giorno al mese: come pratica di riabilitazione

GALATI Giuseppe (PDL) – indagato per associazione a delinquere, truffa e associazione segreta

GIUDICE Gaspare (PDL) – condannato in primo grado per bancarotta, prescritto

GRILLO Luigi (PDL) – rinviato a giudizio per aggiotaggio, indagato e prescritto per truffa

LA LOGGIA Enrico (PDL) – Indagato al Tribunale dei ministri per finanziamenti dalla Parmalat di Calisto Tanzi (100 mila euro) in cambio di presunte “consulenze”.

IAPICCA Maurizio (PDL) – rinviato a giudizio per false fatture, falso in bilancio e abuso d’ufficio, prescritto

LA MALFA Giorgio (Gruppo Misto) – condannato per finanziamento illecito

LAGANA’ FORTUGNO Maria Grazia (PD) – indagata per truffa ai danni dello Stato

LANDOLFI Mario (PDL) – indagato per corruzione e truffa “con l’aggravante di aver commesso il fatto per agevolare il clan mafioso La Torre”

LEHNER Giancarlo (PDL) – condannato per diffamazione

LETTA Gianni ( PDL) – Nel 1993 era stato indagato per corruzione dalla procura di Roma che ne aveva chiesto addirittura l’arresto. L’inchiesta era stata poi archiviata, ma con motivazioni non proprio esaltanti per Letta. Un altra inchiesta era stata scippata, negli anni Ottanta, alla procura di Milano dal porto delle nebbie romano: quella di Gherardo Colombo sui fondi neri dell’Iri, nella quale l’allora direttore del “Tempo” Gianni Letta aveva ammesso, nel dicembre 1984, di aver ricevuto 1 miliardo e mezzo di lire in nero dall’ente statale per ripianare i buchi del suo disastrato giornale. Un giornale che, scrissero Scalfari e Turani in “Razza padrona”, era “in vendita ogni giorno, e non solamente in edicola”.

LOLLI Giovanni (PD) – rinviato a giudizio per favoreggiamento

LUSETTI Renzo (PD) – condannato a risarcimento di 1 milione di lire per consulenze ingiustificate

MALVANO Franco (Forza Italia) – Ex questore di Napoli, Ë sotto inchiesta per concorso esterno in associazione camorristica.

MANNINO Calogero (UDC) – condannato in appello per concorso esterno in associazione mafioso e processo d’appello annullato e da rifare, rinviato a giudizio per associazione a delinquere, appropriazione indebita, frode in commercio, vendita di sostanze alimentari non genuine, falso ideologico e truffa aggravata

MARGIOTTA Salvatore (PD) – indagato per falso ideologico e abuso d’ufficio

MARONI Roberto (Lega Nord) – condannato per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale, imputato per creazione di struttura paramilitare fuorilegge

MARTINAT Ugo (PDL) – indagato per turbativa d’asta e abuso d’ufficio

MATTEOLI Altero (PDL) – imputato per favoreggiamento, processo bloccato dalla Camera

MESSINA Alfredo (PDL) – indagato per favoreggiamento in bancarotta fraudolenta

NANIA Domenico (PDL) – condannato per lesioni personali, condannato in primo grado per abusi edilizi e prescritto

NARO Giuseppe (UDC) – condannato per abuso d’ufficio, condanna in primo grado per peculato prescritta

NESSA Pasquale (PDL) – rinviato a giudizio per concussione

ORLANDO Leoluca (IDV) – condannato per diffamazione

PARAVIA Antonio (PDL) – arrestato per tangenti, prescritto

PAPA Alfonso (PDL) – indagato per abuso d’ufficio patrimoniale, immunità

PAPANIA Antonio (PD) – patteggia accusa per abuso d’ufficio

PECORELLA Gaetano (PDL) – imputato per favoreggiamento nelle stragi di piazza fontana e piazza la loggia

PILI Mauro (PDL) – Ex presidente della Regione Sardegna, Ë indagato a Cagliari per peculato.

PITTELLI Giancarlo (PDL) – indagato per associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio e “appartenenza a loggia massonica segreta o struttura similare”

PREVITI Cesare (PDL) – Avvocato personale di Silvio Berlusconi, ha ereditato l’incarico professionale dal padre, che aiutò il giovane Silvio a fondare la Fininvest. E’ stato condannato, in appello, a 5 anni per corruzione del giudice Squillante e a 7 anni per corruzione del giudice Metta nel caso Imi-Sir.

RIGONI Andrea (PD) – condanna in primo grado per abuso edilizio prescritta

ROMANI Paolo (PDL) – Viene indagato per bancarotta fraudolenta e false fatture. L’udienza preliminale termina però con un pieno proscioglimento: per Romani niente bancarotta. Il suo nome è anche nell’elenco dei politici che ricevono generosi finanziamenti dalla Banca popolare di Lodi di Gianpiero Fiorani. In effetti Romani ha bisogno di soldi: sta pagando circa 400 mila euro come risarcimento al curatore fallimentare di Lombardia 7.

ROMANO Francesco Saverio (ex UDC, adesso ai “Responsabili” e attuale ministro dell’Agricoltura del Governo Berlusconi – marzo 2011) – nel 2003, è stato indagato dalla Procura di Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione. Il 1º aprile 2005 il gip ha accolto la richiesta di archiviazione della Procura con la seguente motivazione: «Gli elementi acquisiti non sono idonei a sostenere l’accusa in giudizio». Successivamente la Procura della Repubblica ha riaperto l’indagine per il sorgere di nuovi elementi, in seguito alle dichiarazioni del pentito Francesco Campanella.

RUSSO Paolo (PDL) – indagato per violazione della legge elettorale

SCAJOLA Claudio (PDL) – arrestato per concussione aggravata nel 1983, è stato prosciolto poi in seguito.

SCAPAGNINI Umberto (PDL) – condannato in primo grado per abuso d’ufficio e violazione della legge elettorale, indagato per abuso d’ufficio aggravato

SCELLI Maurizio (PDL) – accusato di aver dirottato 17 milioni di euro destinati alla missione “antica babilonia”

SCIASCIA Salvatore (PDL) – condannato per corruzione

SIMEONI Giorgio (PDL) – indagato per associazione per delinquere e corruzione

SPECIALE Roberto (PDL) – indagato per utilizzo privato di mezzi della GdF

STERPA Egidio (PDL) – Deputato di Forza Italia. Dirigente del vecchio Partito liberale, Ë stato condannato a 6 mesi in via definitiva per la tangente Enimont.

STORACE Francesco (PDL) – Ex presidente della Regione Lazio e poi ministro della Salute, ha dovuto dimettersi perchè coinvolto nello scandalo delle intercettazioni e dello spionaggio illecito ai danni di Piero Marrazzo, Alessandra Mussolini e Giovanna Melandri, suoi avversari alle elezioni regionali del 2005. Per questa vicenda, è indagato anche per associazione a delinquere.

TOMASSINI Antonio (PDL) – condannato per falso

TORTOLI Roberto (PDL) – indagato per concorso in estorsione

VALENTINO Giuseppe (PDL) – indagato per favoreggiamento

VISCO Vincenzo (PD) – Deputato della Repubblica, ex ministro Ds. Condannato definitivamente dalla Cassazione nel 2001 per abusivismo edilizio, per via di alcuni ampliamenti illeciti nella sua casa a Pantelleria: 10 giorni di arresto e 20 milioni di ammenda.

VITO Alfredo (PDL) – Fu indagato, arrestato e processato per tangenti. Condanna definitiva e 2 anni patteggiati e oltre 4 miliardi di lire restituiti per 22 episodi di corruzione a Napoli. La Direzione distrettuale antimafia di Napoli chiese al Parlamento l’autorizzazione a procedere contro di lui anche per concorso esterno in associazione a delinquere di tipo mafioso, sospettando suoi rapporti con la Camorra (fu poi prosciolto). Patteggiò la condanna e restituì parte del malloppo. Quei quasi 5 miliardi sono stati impiegati per costruire un parco pubblico alla periferia di Napoli

VALENTINO, Giuseppe (PDL) – Sottosegretario alla Giustizia del governo Berlusconi, è indagato in Calabria in relazione “a condotte attinenti gli interessi della criminalitý organizzata nel settore dei finanziamenti pubblici, degli appalti, delle infiltrazioni nelle istituzioni e nella pubblica amministrazione”. Il suo nome Ë anche presente nelle indagini sulle scalate bancarie dell’estate 2005, indicato come uno dei politici che erano punto di riferimento per il banchiere Gianpiero Fiorani.

VIZZINI Carlo (PDL) – condannato in primo grado per finanziamento illecito, prescritto

ZINZI Domenico (UDC) – condannato in primo grado per omicidio colposo. In seguito la prima sezione della corte di appello di Napoli lo ha assolto perché il fatto non sussiste

Fonte: politicicorrotti.it

Tratto da: http://www.signoraggio.it/corruzione-dilagante-ecco-la-lista-dei-politici-indagati-e-corrotti/

Tratto da: nocensura.com

QUESTA E' UNA VECCHIA LISTA SAREBBE DA AGGIORNARE
E DIVENTEREBBE PIU LUNGA

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