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lunedì 28 luglio 2014

Sardegna : Campo di Guerra Permanente



La Sardegna è usata da 60 anni da tutti i Paesi Nato come campo di guerra permanente dove la gente, gli animali e perfino i militari in breve addestramento contraggono malattie, leucemie, generano bambini malformati e uccidono gli abitanti delle zone interessate.

L’isola del segreto militare

Arrèxini | Acque cristalline, spiagge di madreperla e un entroterra che ragala straordinari gioielli solo a chi mostra di saperli apprezzare. Andate in Sardegna, magari evitando il mese di agosto, è meraviglioso. Eppure dovete sapere che chi vive qui non subisce solo le offese di un turismo quasi sempre irresponsabile ma quelle, ben più avvelenate, di una vera e propria occupazione militare. È impossibile sapere cosa, come e per quanto tempo è stato usato, sperimentato e testato per decenni nei poligoni presenti sull’isola. Oltre al segreto militare che vieta di fatto la conoscenza delle misure da prendere per proteggere la popolazione ed effettuare bonifiche, si aggiunge quello delle industrie belliche che a Quirra, per 50.000 euro l’ora (che incassa il ministero italiano), possono sperimentare ogni arma letale libere da qualsiasi vincolo nei confronti di territorio e popolazione

L’attuale occupazione militare della Sardegna scaturisce (in parte) dal ruolo fondamentale attribuito all’isola nello scacchiere internazionale nel dopoguerra.

La Sardegna, pur non essendo in guerra con nessun popolo al mondo, è la terra più militarizzata d’Europa: con 37374 ettari di territorio sotto controllo militare (23766 di demanio militare e 13608 di servitù militare) ospita, suo malgrado, i due terzi circa delle servitù militari presenti nello stato italiano. A questi vanno aggiunti gli spazi aerei e marittimi sottoposti a schiavitù militare che sono di fatto incommensurabili: solo l’immenso tratto di mare annesso al poligono Salto di Quirra con i suoi 2.840.000 ettari supera la superficie dell’intera Sardegna (kmq 23.821). Sull’Isola ci sono poligoni missilistici (Perdasdefogu), per esercitazioni a fuoco (Capo Teulada), poligoni per esercitazioni aeree (Capo Frasca), aeroporti militari (Decimomannu) e depositi di carburanti (nel cuore di Cagliari) alimentati da una condotta che attraversa la città, oltre a numerose caserme e sedi di comandi militari (di Esercito, Aeronautica e Marina). Si tratta di diverse decine di strutture e infrastrutture al servizio delle forze armate italiane o della Nato.

La Sardegna è usata da 60 anni da tutti i Paesi Nato come campo di guerra permanente dove la gente, gli animali e perfino i militari in breve addestramento contraggono malattie, leucemie, generano bambini malformati e uccidono gli abitanti delle zone interessate.

In Sardegna dal 2001 si documenta e si denuncia la “Sindrome di Quirra”, l’espressione include le popolazioni decimate dalle stesse patologie, esposte ai veleni dei poligoni di Capo Teulada, Capo Frasca e della ex base nucleare US Navy di La Maddalena. In barba alla costituzione ed alle leggi internazionali.

In barba anche alla stessa Nato: i regolamenti Nato impongono la bonifica subito dopo ogni esercitazione, in Sardegna non sono mai stati applicati, la bonifica non è mai stata fatta.

Tre generali comandanti del Pisq sono rinviati a giudizio con l’accusa di omicidio plurimo volontario, disastro ambientale e numerosi altri reati. Tre responsabili di due indagini “scientifiche” gestite da Nato e ministero della Difesa sono accusati di falso ideologico e collusione d’interessi.

Il nocciolo del problema: l’incompatibilità in uno stesso luogo tra attività della popolazione e attività di guerra.

Allo stato attuale è impossibile sapere cosa, come e per quanto tempo è stato usato, sperimentato e testato per decenni nei poligoni presenti in Sardegna. Oltre al segreto militare che impedisce di fatto qualsiasi conoscenza delle misure da adottarsi, degli strumenti per proteggere la popolazione, delle bonifiche da effettuare, si aggiunge il segreto militare delle industrie belliche che a Quirra, per 50.000 euro all’ora (che incassa il Ministero italiano) di fatto possono sperimentare qualsiasi arma letale in una zona della Sardegna che è il caso di definire una vera e propria zona franca, libera (per eserciti e industrie) da qualsiasi vincolo nei confronti di territorio e popolazione.

Allo stesso modo è sotto gli occhi di tutti la mancata decontaminazione dell’area, usata per 35 anni dalla US Navy come base nucleare, situata nel cuore del Parco Nazionale Arcipelago della Maddalena e dei parchi internazionali Bocche di Bonifacio e Santuario dei Cetacei.

A questo aggiungiamo l’avvenuto smaltimento della spazzatura bellica Italia-Nato, sia in discariche fuorilegge, sia con i brillamenti fuorilegge, e conseguente contaminazione di aria, suolo, acque; le emissioni radar; il torio radioattivo sparso dai missili, accumulato e conservato nelle povere ossa degli uccisi.

quirra - Il Governo italiano ha l’obbligo impellente di sospendere subito le attività dei poligoni che devastano la Sardegna, non solo in base al principio di precauzione, ma anche in osservanza degli atti parlamentari d’indirizzo per l’Esecutivo, datati 23/2/2011, che gli hanno impartito la direttiva di chiudere i poligoni “ove emergessero oggettive situazioni di rischio” o “qualora risultasse un collegamento con l’alta incidenza dei tumori registrata”.

Le due mozioni complementari del centrodestra e del centrosinistra, approvate dal Senato all’unanimità, sono ad un punto fermo.

Aggiungiamo a ciò il fatto, inaccettabile, che questi poligoni vengono utilizzati per programmare guerre in giro per il mondo. Un esempio su tutti: fin dal 2005 è operativo uno scellerato accordo di “cooperazione militare”, economica e scientifica tra il nostro Paese ed Israele. Un accordo che non è stato scalfito neppure dall’ “Operazione piombo fuso” del dicembre 2008 – gennaio 2009, che ha visto Israele colpire con il suo “potere aereo” la popolazione palestinese civile inerme (1400 uccisi, di cui circa 400 bambini). Un’ azione militare brutale, senza giustificazioni, nella quale sono state usate anche armi sconosciute o già vietate dalle Convenzioni internazionali (fosforo bianco, bombe D.I.M.E., uranio impoverito) e nella quale Israele ha commesso crimini di guerra e contro l’umanità (come documentato dall’ ONU nel “Rapporto Goldstone”). Israele ogni anno si esercita nei poligoni sardi. Le stesse armi vengono testate nei poligoni sardi.

La beffa degli “indennizzi”:

Quando si parla di indennizzi ai comuni interessati non si conosce spesso l’entità delle cifre. Si tratta di complessivi 15,1 milioni di indennizzo riferiti a 5 anni, attengono 24.000 ettari di demanio (il 91% è adibito a poligono) e circa 11.000 di servitù. A questi andrebbero sommate le sterminate zone classificate “Interdette o Pericolose per la navigazione aerea e marittima”, solo uno dei 4 tratti di mare annesso al poligono Salto di Quirra con i suoi 2.840.000 hm supera la superficie della Sardegna. Per semplificare arrotondiamo, con forte ribasso, a 3.000.000 hm di mare e terra.

Risulta che il prezzo del servaggio militare si aggira su 0,083 centesimi di euro al mese ad ettaro. Se invece si considera solo la terra si arriva alla “vertiginosa” somma di € 7,14 mese-ettaro.

La beffa delle “Bonifiche”

Nella finanziaria 2007, grazie soprattutto all’impegno dell’allora senatore Bulgarelli, si strappò lo stanziamento di 25 milioni per tre anni, una goccia, ma il governo successivo (2008, Berlusconi) dirottò anche la goccia su altre “priorità”.

Sono cifre comunque molto lontane dalla realtà. A proposito si può prendere in esame uno studio del CNR di Ancona del 2005 titolato “Studio per la riduzione dei vincoli permanenti nell’area marina di Teulada”, commissionato dal ministero della Difesa, con diverse indicazioni su tempi e modalità d’intervento per la rimozione dei residuati bellici, dell’esploso e inesploso. Lo studio prevede un tempo di circa trenta anni per portare a termine l’operazione e la stima non si discosta da quella standard dei centri studi delle forze armate degli Stati Uniti per casi simili. Un caso assimilabile alla Sardegna è infatti quello di Vieques, Portorico. Il poligono caraibico, dismesso nel 2003, per tipo di attività e dimensioni (kmq 55) può considerarsi il gemello minore di quello di Capo Teulada (kmq 72), per estensione è poco più di un terzo del Poligono di Quirra. A Vieques è stato ufficialmente ammesso l’utilizzo di “alcune”munizioni all’uranio. La bonifica ha avuto inizio nel 2002, stando al programma terminerà nel 2022. Finora però è stato ripulito solo un terzo. Il budget standard degli Usa per la bonifica di siti militari è stato presto sforato rendendo necessario istituire un “Superfund”, finora sono stati investiti 486 milioni di dollari.

È evidente quindi che prima di stanziare dei soldi si deve sapere cosa è da bonificare, da cosa e come bonificare (e se; non è da escludere che esistano aree che vadano interdette permanentemente).

La beffa del “Monitoraggi”

Forze Armate, ministero della Difesa e Nato si sono arrogati e mantengono saldo il doppio ruolo, scandalosamente inossidabile, di controllore e controllato, giudice e parte in causa.

Loro hanno predisposto e gestiscono il Piano di Monitoraggio, di fatto un piano d’acquisto di strumentazioni e connessi servizi di esame ambientale, un esame che non può dare risposte alla “sindrome Quirra-Escalaplano” come ammettono le stesse forze armate e le cinque ditte che si sono aggiudicate l’appalto Nato .

Leggiamo testualmente.

L’obiettivo è stato esplicitato con incredibile candore o tracotanza: “Tranquillizzare (alias sedare, narcotizzare) la popolazione locale, nonché il personale del Pisq (..) acquisire la Certificazione ambientale”

Per salvare le apparenze si è assegnato il ruolo di controllore di facciata a una Commissione Tecnica Mista di Esperti, nominata a cose fatte, senza possibilità d’intervento sostanziale su metodologie e tecniche disposte dai contratti appaltati. La componente civile (cinque persone prive dell’indispensabile strumentazione tecnica e di supporti finanziari) ha rifiutato il ruolo di notaio compiacente e ha respinto al mittente l’incarico di validazione di servizi e forniture delle cinque ditte. La patata bollente è passata alla riluttante ARPAS, l’agglomerato di pezzi e funzionari delle ASL responsabili di 50 anni di mancati controlli, sponsor delle più cervellotiche teorie “scientifiche” salva-basimilitari: dall’asineria dell’arsenico killer di Quirra (Asl 8) alle alghe insaziabili mangiatrici del torio radioattivo, rigorosamente “naturale”, che abbonda nell’arcipelago maddalenino, base atomica Usa fino al 2008 (Asl 1).

La beffa di Cagliari porto nucleare

Nel febbraio del 2000 “il Manifesto” dà notizia che 11 città italiane, all’insaputa del Parlamento e della cittadinanza, sono classificate “porto a rischio nucleare”, condannate ad accogliere unità militari straniere a propulsione e armamento nucleare. Cagliari è tra queste (la nuclearizzazione di La Maddalena è nota da sempre).Conferma il Governo incalzato dai parlamentari di tutti gli schieramenti politici e dalle città/regioni coinvolte (i parlamentari sardi, come sempre, tacciono, tace la Regione Sardegna e tace il Comune). Conferma il Prefetto di Cagliari incalzato dalle richieste di associazioni di base di rendere noto il Piano di Emergenza nucleare come impone la normativa europea recepita con il dl 230/1990. Da allora nessuna novità in merito.

Tarros

Il ruolo della Regione Sardegna

Gli interventi che la Regione può fare, limitata dalla dipendenza dallo stato italiano in materia di poligoni militari, possono esser sintetizzati così:

La Regione apra una vertenza forte con lo Stato Italiano sulla questione basi e faccia valere in tutte le sedi e con tutti gli strumenti di sua competenza:

1. una richiesta ferma allo stato italiano di cessazione delle “iniziative ostili” del ministero della Difesa e delle FF.AA.; chiusura di Quirra, teulada, Capo Frasca, di tutte le esercitazioni militari in base anche alle leggi citate sopra.

2. istituzione di una commissione scientifica internazionale indipendente nominata dalla Regione Sardegna che abbia libero accesso ai siti e faccia uno studio su:

attività pericolose presenti

inquinamento del suolo aria ed acqua e conseguenti misure da mettere in atto per bonificare o chiudere i territori

3. istituzione di una commissione di studio internazionale che, recepiti i dati e le sintesi della commissione scientifica, calcoli il danno economico subito per decenni per la presenza delle basi ed il costo delle bonifiche.

4. quindi apertura di una vertenza con lo stato italiano per l’inizio delle bonifiche a carico dei responsabili e per il pagamento del danno economico.

5. la Regione si costituisca (seriamente, non con i goffi tentativi fatti dagli avvocati della giunta Cappellacci) parte civile nel processo in corso a Lanusei. A giugno verrà stabilito se si andrà a rinvio a giudizio o meno, ed in quel caso è ancora possibile costituirsi parte civile.

Comune-info  http://comune-info.net/2014/07/lisola-segreto-militare/

Michele Atzori – Cìrculu Indipendentista Hugo Chavez, Casteddu Biddanoa

Arrèxini.info è un portale sardo di informazione dai territori in movimento attivo da febbraio 2013, al suo interno vengono affrontati i temi di attualità, cultura, sport e identità in Sardegna e non solo. Arrèxini promuove il giornalismo partecipato ed accoglie i contributi dai territori. “Organizziamo iniziative culturali, incontri, dibattiti e proiezioni in varie località sarde, in maniera totalmente volontaria”. In questi mesi di attività il portale ha dimostrato grandi potenzialità che vorremmo sfruttare: abbiamo acquistato uno spazio a pagamento sui server (fino a Novembre gratuiti) ed abbiamo bisogno di finanziare la nostra attività per sostenere il nostro progetto, dandoci la possibilità di ripagare le spese ed organizzare iniziative culturali nel territorio.


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sabato 26 luglio 2014

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Giggin’ ‘a purpetta di Forza Italia


Questo e' il deputato Luigi Cesaro, “Giggin’ ‘a purpetta”, l'autista di Raffaele Cutolo, boss della Nuova Camorra Organizzata. Cesaro e' accusato di concorso esterno in associazione di stampo camorristico e di sostegno (con la sua attività politica) al clan dei casalesi.

Questo soggetto e' un deputato di Forza Italia e la magistratura ne ha chiesto l'arresto. Questi sono i personaggi che vediamo ogni giorno, questi sono i soggetti scelti da Renzi per riformare la costituzione e scelti da Napolitano per riformare la giustizia.

Cesaro sembra (ci sono testimonianze di collaboratori di giustizia) che comprasse voti nei suoi territori. Come? Chiamava tutti quelli disposti a vendere il proprio voto, li schedava registrando nome e numero del seggio. Poi dava meta' banconota a testa. Una meta' prima delle elezioni, l'altra dopo.

Il voto di scambio e' uno dei cancri della nostra repubblica assieme alla corruzione, alla disoccupazione o ai partiti come Forza Italia nati non solo con il beneplacito della mafia ma anche della camorra.

Berlusconi assolto, Berlusconi padre costituente.
Berlusconi non sapeva che Ruby fosse minorenne e la legge Severino ha cambiato il reato di concussione, eliminando la concussione per induzione così il pregiudicato Silvio Berlusconi è stato assolto.
Berlusconi è interdetto dai pubblici uffici e non ha diritto di voto, ma Renzi e la Seracchiani lo ritengono la persona giusta con cui scrivere le regole con le quali tutti gli italiani dovranno votare e modificare la Costituzione. Avevano la possibilità di scegliere le preferenze, di abolire l'immunità di deputati e senatori, di sbattere fuori i condannati dal parlamento. Hanno preferito portare avanti una legge elettorale incostituzionale e una riforma antidemocratica con un condannato in via definitiva. 
Il pregiudicato è molto interessato alla Giustizia, vuole mettere a tacere le toghe rosse che lo perseguitano per tutte le sue malefatte, il Patto del Nazareno è questo, dell'Italia non gli è mai fregato niente.
Tre anni per scrivere la Costituzione, senza contare i morti che hanno dato il loro sangue per la nostra libertà e loro la cancellano in 115 ore facendoci credere che è la via per uscire dalla crisi. IMPEDITELO!!!

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mercoledì 23 luglio 2014

Vivi Meglio all'' Estero con la Pensione



 Per l’Istat sono 473mila gli over 60 che vivono all’estero, in Paesi dell'Unione europea, ma anche nel Caribe, in Asia e Maghreb. Partono soprattutto per motivi economici, perché stanchi dello stile di vita e di pensioni insufficienti e sono attirati da Stati con un regime fiscale agevolato. La testimonianza a ilfattoquotidiano.it: "La mia seconda vita è a Sofia. Voglio che le mie ceneri siano gettate nel Mar Nero"

L’Italia non è nemmeno un Paese per vecchi. Oggi i pensionati sono in fuga insieme ai giovani. Per l’Istat sono 473mila gli over 60 che vivono all’estero. Gli ultimi a partire lo fanno soprattutto per motivi economici. Nel nostro Paese un pensionato su due prende meno di mille euro al mese. E così fa le valigie chi non vuole rinunciare allo status di un tempo. Chi altrimenti dovrebbe trasferirsi a casa del figlio per arrivare a fine mese. Chi è deluso dalla politica, dallo sfacelo dell’economia, dalla maleducazione delle persone. Chi è in cerca del benessere, lontano da ansie e stress e possibilmente al caldo. Chi dopo la morte del coniuge non ce la fa più a frequentare i soliti luoghi. Costa Rica, Thailandia, Filippine, Colombia, Brasile e Cuba dove, secondo l’Inps, i pensionati italiani da 20 nel 2010 sono passati a 70 dopo l’apertura delle frontiere a gennaio 2013. E ancora Panama, Canarie, Tunisia, Marocco, Capo Verde, Kenya e Bulgaria sono le mete di ritiro più gettonate nell’ultimo anno. Le nuove terre di residenza dove qualcuno desidera perfino essere seppellito.


La gentilezza della Thailandia – “Qui la gente è gentile e ti saluta per strada”, dice Antonio Mammato, 65 anni, che due anni fa ha salutato la costiera amalfitana per trasferirsi a Phuket, in Thailandia (dove vivono 350 pensionati italiani, cioè 200 in più rispetto a tre anni fa). Il senso di sicurezza che avverte per strada lo fa respirare: “Posso lasciare il motorino con il casco nelle zone più affollate e nessuno me lo ruba”. Ingegnere ed ex dipendente comunale: “Ho chiuso lo studio dopo la morte di mia moglie nel 2001. Per ora vivo di risparmi ma sono in attesa della pensione Inpdap, mille euro netti al mese: qui è lo stipendio di un dirigente!”. Antonio vive in un monolocale di fronte all’università, per l’affitto spende cento euro al mese, più 15 euro circa per le bollette, e giura: “La stanza mi serve solo per dormire, il resto del giorno lo passo fuori. Il clima è sempre bello”. E dell’Italia dice: “Sembra un formicaio impazzito. Io non voglio più vivere così”. In Thailandia si può permettere di tutto: “Pago 1,20 euro per un pasto, 2,50 per una camicia e 4/5 per un paio di pantaloni. E 200 euro di tasse all’anno. Ho una bella macchina e vivo nel quartiere più esclusivo dell’isola”. Se fosse rimasto in Italia non avrebbe potuto mantenere lo stile di vita di quando lavorava. Anche la compagnia non gli manca. “Ho tanti amici italiani”.

Come Giovanni Giurlanda, 62 anni, di Padova, ex impiegato di banca, dal 2006 in Thailandia. “Sono partito perché non sopportavo l’idea di starmene da solo con le mani in mano”, racconta Giovanni, divorziato dal 2002. Cosa fa in Thailandia adesso? “Vivo! Ho scoperto uno stile semplice e più naturale: vado in spiaggia e a pescare quasi tutti i giorni, gli abitanti vivono alla giornata e ti trasmettono molta serenità”. Giovanni prende duemila euro di pensione. Si è comprato una casa dove abita con la sua nuova compagna. “Un altro motivo per cui me ne sono andato dall’Italia è l’arroganza delle persone, la poca serietà dei politici e la situazione che non si smuove. Ero stanco di tutto questo, davvero”.

Al sole di Tenerife – La signora Elena, toscana di nascita, nella vita precedente faceva la stilista a Milano. Poi tre anni fa ha voltato pagina, a Tenerife. Oggi studia spagnolo e sta all’aria aperta con le amiche. Perché ha fatto le valigie? “Non per soldi. In Italia soffrivo di mal di schiena. Qui mi sono ripresa: il microclima delle Canarie mi aiuta sia fisicamente sia psicologicamente. Poi, mi creda, non ho più potuto assistere al degrado culturale, alle piccole industrie che chiudevano a favore delle grandi catene. Ai governi vergognosi. È stato troppo umiliante”. Quali sono i vantaggi dell’isola? “Il clima, caldo e non piovoso tutto l’anno, e il fatto di essere nell’Unione Europea con un’impostazione da Paese nordico: burocrazia e sanità efficiente, ordine, pulizia, ambiente curato. Mi fa sentire rispettata”. Pensa di rientrare in Italia? “Mai. Neanche nella tomba. Voglio essere seppellita qui”.

Panama, Costa Rica, Belize: alla ricerca di regimi fiscali agevolati e qualità di vita – “In un anno le richieste di pensionati sono aumentate del 30 per cento – dice Alessandro Castagna, responsabile di Voglioviverecosì, il portale dedicato a chi vuole cambiare vita -. Andalusia e isole Canarie sono le destinazioni più frequenti perché sono abbastanza vicine, fanno parte dell’Unione Europea, godono di un buon sistema sanitario, c’è poca criminalità, burocrazia efficiente e la lingua è facile”. La conferma arriva anche da Massimo Dallaglio di Mollotutto, altro sito web utile per farsi un’idea delle opportunità oltreconfine -. Gli anziani vogliono informarsi sulle mete migliori, sul costo della vita, su come si fa a trasferire residenza e pensione all’estero. Noi abbiamo referenti italiani in loco con cui possiamo metterli in contatto. In generale – precisa Dallaglio – attirano i Paesi con un regime fiscale agevolato, per esempio la Tunisia, dove si sborsa il 25 per cento di tasse sul 20 per cento di reddito. E c’è un accordo che garantisce ai pensionati italiani una copertura medica totale.

Anche in Costa Rica, dopo un pagamento mensile in base al reddito (massimo cento euro), si ricevono le cure completamente gratis. Mentre in Belize, altra nuova meta di ritiro, i vantaggi fiscali vanno dal rimborso di tutte le spese necessarie per il cambio di residenza, allo sconto del 50 per cento su tutte quelle di soggiorno temporaneo sostenute prima di acquistare o affittare una casa, sulle assicurazioni mediche e i biglietti aerei. E a Panama – aggiunge – per chiunque abbia una pensione governativa o corporativa di almeno 700 euro al mese la residenza è quasi automatica”.

“In Tunisia vita da re per chi non ha problemi di salute” – Adriano Martelli, 66 anni, ex infermiere, si è rifatto una vita in Tunisia, raggiunta quattro anni fa. Con la sua pensione, da 900 euro, a Torino si era dovuto trovare un secondo lavoro per sopravvivere. “Da quando sono qui ho guadagnato quindici anni. Non ho mai preso un raffreddore, e ho smesso di prendere le pastiglie per gastrite, mal di testa e pressione, non ne ho più bisogno”. Ha scelto questo Stato perché ci abitavano già degli amici. “Alla fine del mese in Italia non mi rimaneva più niente: 400 euro per un monolocale da 30 metri quadri, poi le bollette e le spese per la macchina”.

A Susa, città turistica tunisina, ha preso in affitto un piano di una casa sul mare: oltre cento metri quadrati, arredato, per 260 euro al mese. E ne spende altri 150 per cibo e detersivi. “Vivo con poco più di 400 euro al mese e faccio una vita da re: ho la donna delle pulizie, otto telefoni cellulari (il prezzo è di circa 20 euro l’uno), una tv, faccio shopping e vado al ristorante almeno due volte alla settimana. Un pasto mi costa circa cinque euro”. Adriano in Tunisia non ha più bisogno dell’auto. “Mi muovo con i pulmini pubblici: si fermano dove vuoi tu, basta alzare la mano. Il biglietto non costa neanche 50 centesimi. Anche i taxi sono economici: un euro per sette chilometri”. Unico neo: la sanità. “Le strutture sono fatiscenti. Consiglio di venire qui soltanto a chi non ha problemi di salute”.

Nel 2013 l’Inps ha registrato 250 pensionati residenti in Tunisia, quasi cento in più rispetto al 2010. Renato Fortino è socio dell’agenzia “Case in Tunisia”, nata nel 2008, che si occupa di assistere in loco chi è intenzionato a stabilirsi nel Paese (dal permesso di soggiorno al trasferimento della pensione, apertura del conto in banca fino ai corsi di francese e arabo). “Nel 60 per cento dei casi si tratta di pensionati che in Italia prendono dai 500 ai 600 euro al mese, reddito che una volta trasferito in Tunisia è lordo e di questo l’80 per cento è defiscalizzato, mentre la base imponibile è solo sul 20 per cento del rimanente (pari a circa il 6/7 per cento). Questo target cerca case in affitto da 180 a 230 euro al mese, di solito con una camera da letto e salone. Ma non ci sono solo i piccoli pensionati – precisa Fortino – Abbiamo seguito anche ex medici, direttori di banca, imprenditori, dirigenti statali, che qui lievitano il loro potere di acquisto. Ultimamente arrivano italiani di mezza età tagliati fuori dal mercato del lavoro che qui provano a reinventarsi: dal maestro di tennis all’istruttore cinofilo e psicologo”.

“Addio Lecco, spargete le mie ceneri nel Mar Nero” – La Bulgaria è l’ennesimo Eldorado per anziani: quelli italiani sono 364 contro i 106 di tre anni fa. Franco Luigi Tenca, 66 anni, è uno di questi. Vive nella capitale, Sofia, da ottobre 2009. Ex camionista di Mandello del Lario, in provincia di Lecco, separato dal 2005 e in pensione dal 2007 con 1200 euro al mese. È stato intervistato dalle Iene e dopo che il servizio è andato in onda, a gennaio, la sua casella di posta elettronica è stata presa d’assalto: 1600 mail in dieci giorni da parte di pensionati, tutti italiani, di cui il 20 per cento già residente all’estero: “Mi hanno scritto dalle Canarie, Francia, Svizzera, Belgio, Germania, Lituania, Sudafrica, Mauritania, Congo, Brasile, Filippine e New York”, dice Franco, ancora incredulo. Gli hanno chiesto di tutto: “Come si sta, dov’è la Bulgaria, quante tasse ci sono, se c’è l’euro, se è vero che l’assicurazione della macchina costa un terzo (vero), quanto tempo serve per avere il trasferimento della pensione lorda e della residenza”. Risposta: “Dipende da quanto impiega il Comune italiano di residenza a mandarti il certificato di cambio di residenza. A me lo hanno spedito dopo 20 giorni ma c’è chi aspetta anche 5 mesi. Comunque qui nel giro di una settimana l’ufficio immigrazione ti fornisce la tua carta d’identità bulgara. Prima però devi presentare un documento di riconoscimento italiano, un contratto di affitto e un conto corrente in una banca locale, che apri subito con 50 euro. Dopodiché vai in ambasciata per l’iscrizione all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero, cioè l’Aire”.

Nel frattempo Franco è diventato referente per Mollotutto e quasi ogni settimana accoglie gruppi di pensionati che vengono qui per un sopralluogo. “La mia mail è franco.tenca@alice.it. Pubblicatela pure!”. Franco vive con la nuova moglie, una signora bulgara della sua età, in un appartamento in centro di 50 metri quadri, che gli costa al mese 20 euro di affitto: “Mia moglie è inquilina dai tempi del regime comunista e il canone è rimasto uguale”. Altrimenti per un alloggio arredato della stessa superficie si spendono 200 euro. Cinquanta euro in più per 80 metri quadrati. Per le bollette? “40 euro al mese di elettricità e 12 per l’acqua. Qui non c’è il gas, abbiamo il boiler e il piano di cottura elettrico”, spiega Franco. E la spesa? “300 euro al mese per due persone. Anche il fisco non strozza: circa il 18 per cento di tasse e il sei per cento se sei pensionato”. Risultato: “Oggi vivo da nababbo e non più da barbone come in Italia, dove al venti del mese ero costretto ad attingere ai risparmi, che a forza di fare così sarebbero finiti alla svelta”. Svantaggi? “La lingua, ma la gente è cordiale e appena può ti aiuta, mi ricorda gli italiani negli anni ‘60 e ’70”. La Bulgaria è entrata nell’Unione europea nel 2007 ma non ha adottato l’euro: “La moneta è il lev e vale quasi due euro”, risponde Franco alle decine di pensionati che gli continuano a scrivere. Tornerà a Lecco prima o poi? “Assolutamente no. Voglio che le mie ceneri siano gettate nel Mar Nero”.

di Chiara Daina

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domenica 20 luglio 2014

Capire il Processo Bunga Bunga



Dunque non era un reato, 
ma solo una gigantesca figura di CACCA. 

Prima che, sull’onda della sentenza di assoluzione, l’isteria superficiale dei media trasformi il fu reprobo Silvio in un martire, ci si consenta (direbbe lui) di ricordare che il bunga bunga potrà anche essere legale, ma rimane politicamente incompatibile con un ruolo istituzionale quale quello che il sant’uomo rivestiva all’epoca dei fatti.

Tocca ricorrere al solito esempio stucchevole, ma non c’è purtroppo altro modo per fare intendere a certe crape giulive il nocciolo della questione.
Se il capo di qualsiasi governo occidentale, poniamo Obama, avesse telefonato dalla Casa Bianca a un funzionario della polizia di New York per informarlo che la giovane prostituta da lui fermata per furto era la nipote del presidente messicano e andava subito consegnata a Paris Hilton invece che ai servizi sociali – e si fosse poi scoperto che Obama medesimo nella sua casa privata di Chicago si intratteneva in dopocena eleganti con la medesima prostituta e una fitta schiera di «obamine» – forse il presidente americano sarebbe stato costretto a dimettersi l’indomani, ma più probabilmente la sera stessa. E allora quell’erotomane di John Kennedy che si intratteneva con due donne al giorno? Intanto è morto prima che lo si scoprisse, ma soprattutto agiva con discrezione, appunto, presidenziale.

Non è moralismo. E’ la consapevolezza di rappresentare un Paese senza mettersi nelle condizioni di sputtanarlo a livello planetario. E’ senso dello Stato. Qualcosa che Berlusconi e i suoi seguaci non comprenderanno mai.

BUNGABURLA (Massimo Gramellini)

Processo Ruby, il magistrato Fabio Roia: "Berlusconi assolto per una legge che protegge i clienti delle prostitute minorenni"

Era stato il primo magistrato ad accorgersene alla fine del 2012, quando il Parlamento aveva appena recepito la convenzione di Lanzarote sui reati sessuali nei confronti dei minori: tra le pieghe di quella legge era stato infilato un cavillo che potrebbe essere stato fondamentale per l'assoluzione di Silvio Berlusconi dall'accusa di prostituzione minorile con Ruby Rubacuori.

Il magistrato è Fabio Roia, pubblico ministero presso il Tribunale di Milano, esperto di processi dove le vittime sono donne e bambini. A quell'epoca, intervistato dall'Huffington Post, aveva affermato che inspiegabilmente era stata introdotta una scappatoia per i clienti delle prostitute minorenni, uno strumento giuridico chiamato "ignoranza inevitabile":

"Poiché l'età della vittima è fondamentale per capire se sono stati commessi questi reati, prima del recepimento della convenzione di Lanzarote il giudice doveva semplicemente capire se l'accusato si fosse reso effettivamente conto di quanti anni avesse la persona che aveva davanti". Il cambiamento, ora, è enorme: "Oggi invece la cosiddetta ignoranza inevitabile è stata estesa a tutti i reati che coinvolgono minorenni, e per le vittime è un indebolimento della loro tutela. L'imputato infatti ha maggiori strumenti per dimostrare di avere fatto ogni accertamento possibile per capire che età avesse la persona, normalmente una prostituta, prima di avere un rapporto sessuale".
Oggi, pochi minuti dopo la sentenza di secondo grado che ha assolto l'ex premier dalle accuse di concussione e prostituzione minorile, l'avvocato Fausto Coppi ha squadernato una prima spiegazione:"Se mai avesse avuto rapporti con Ruby, almeno per un certo periodo di tempo, non ne conosceva l'età". Ecco perché, secondo Coppi, i giudici hanno deciso che con la ragazza marocchina il reato non c'è stato: ""Quando si usa la formula 'il fatto non costituisce reato' di solito c'è la mancanza dell'elemento soggettivo". Cioè è mancato il dolo, la volontà di compiere il reato di prostituzione minorile.

Raggiunto nuovamente dall'HuffPost, Roia conferma che l'istituto giuridico inserito nel 2012 "può aver aiutato Berlusconi a essere assolto perché molto probabilmente è riuscito a dimostrare di aver fatto di tutto per conoscere la vera età" di Ruby. "Naturalmente occorre attendere le motivazioni ma rimane valido quanto detto a proposito della convenzione di Lanzarote: purtroppo si è indebolita la lotta a favore delle vittime che si dedicano alla prostituzione in quanto i loro clienti possono convincere i giudici che non possono essere rimproverati di non aver accertato l'età".

Non è detto che questo cavillo fosse ad personam, sta di fatto che nel 2012 il processo Ruby era già cominciato e Berlusconi era reduce dal bunga bunga mediatico.

LEGGI ANCHE : http://cipiri.blogspot.it/2014/07/silvio-berlusconi-assolto-in-appello.html


Silvio Berlusconi è stato assolto in Appello nel processo sul caso Ruby.

L’ex premier è stato assolto dall’accusa di prostituzione minorile perché “il fatto non costituisce reato” dall’accusa di concussione perchè “il fatto non sussiste”.



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venerdì 18 luglio 2014

Silvio Berlusconi Assolto in Appello nel Processo Bunga Bunga




Silvio Berlusconi è stato assolto in Appello nel processo sul caso Ruby.

L’ex premier è stato assolto dall’accusa di prostituzione minorile perché “il fatto non costituisce reato” dall’accusa di concussione perchè “il fatto non sussiste”.

Una sentenza a sorpresa quella pronunciata dalla corte d’Appello di Milano. Verdetto che rovescia completamente quanto stabilito in primo grado quando Berlusconi era stato condannato a sette anni per concussione e prostituzione minorile.


ABBIAMO SUBITO PER ANNI I GIORNALI E LE TELEVISIONI CHE CI PARLAVANO DELLE RAGAZZE COSA FACEVANO DICEVANO QUANTO PRENDEVANO A SERATA

La Procura, in Appello, aveva chiesto la conferma della condanna a 7 anni. Il Procuratore Piero De Petris aveva infatti definito i 7 anni una pena “severa ma giusta” visti i comportamenti contestati a Berlusconi.

La Difesa, invece, aveva chiesto l’assoluzione per insussistenza dei fatti contestati, puntando anche su tutta una serie di questioni processuali, tra cui l’inutilizzabilità delle intercettazioni.

Berlusconi ha ricevuto la notizia mentre si trovava a Cesano Boscone nella casa famiglia per anziani dove sta prestando i servizi sociali dopo la condanna (definitiva) per frode fiscale nel processo Mediaset.

Berlusconi è stato assolto nel processo Ruby. Chi crede nella magistratura le sentenze le rispetta.

Data l’assoluzione devo aggiornare questo elenco:

1) Condannato in via definitiva per frode fiscale

2) Espulso dal Senato in quanto pregiudicato per un reato gravissimo

3) Imputato nel processo di Napoli sulla compravendita di senatori

4) La procura di Bari ha appena chiesto di sottoporlo a processo per induzione alla menzogna nell'ambito dell'affare "Escort"

5) Grazie all'Avv. Previti (condannato in via definitiva e interdetto per sempre dai pubblici uffici per corruzione) ha "scippato" ad Annamaria Casati Stampa, una minorenne appena diventata orfana,
 la villa di Arcore
leggi tutto sulla VILLA  http://cipiri.blogspot.it/2010/08/verita-sulla-villa-di-arcore.html

6) Ha preso voti su voti in Campania anche grazie alla camorra dei "casalesi"

7) Ha fondato un partito con il beneplacito dei "corleonesi"

8) Ci ha fatto entrare in guerra in Iraq e in Afghanistan

9) Ha distrutto Alitalia

10) Ha sancito un patto con "Cosa Nostra" incontrando personalmente i boss Stefano Bontate (l'organizzatore della "Strage di viale Lazio") e Mimmo Teresi, colui che rapì Mauro De Mauro (poi sparito) il giornalista che aveva scoperto che Enrico Mattei era stato ammazzato dalla mafia

11) Ha ospitato a casa sua per due anni Vittorio Mangano, un boss definito da Borsellino "testa di ponte" della mafia a Milano

12) Si è mangiato un paese facendoci per anni vergognare in tutto il mondo .

Renzi lo ha eletto interlocutore privilegiato 
per la legge elettorale  e per le riforme costituzionali.

(e pensare che non può neanche votare)

ED INFINE
SOLO LA 

Villa Berlusconi 

ci costa 700mila euro l’anno

http://cipiri.blogspot.it/2012/05/villa-berlusconi-ci-costa-700mila-euro.html

Tutto questo è avvenuto sotto i nostri occhi
Per 20 anni Abbiamo Parlato di Marachelle del Pregiudicato di Arcore , Donne Escort , Corna nelle Foto di Rito , Botte al G8 di Genova , Nessun Controllo al Passaggio Lira Euro , 
 L'Aquila e le Casette di Paglia.
ED ORA
http://cipiri.blogspot.it/2014/07/italia-in-poverta-10-milioni-di-persone.html
LEGGI ANCHE  http://cipiri.blogspot.it/2014/05/fu-berlusconi-volere-le-stragi-di-mafia.html

Fu Berlusconi a Volere le Stragi di Mafia



Quando il pentito Romeo ha fatto “quel” nome più di qualcuno è saltato sulla sedia:
 “Fu Berlusconi a volere le stragi di mafia”. 

Dell'Utri in Carcere


Dell'Utri è in carcere ma siamo sicuri che gli italiani sappiamo il perché? Cosa ha fatto concretamente l'ex-senatore e fondatore di Forza Italia? Ho studiato la sentenza e ho ricostruito il caso. È incredibile quello che si scopre mettendo assieme i pezzi. leggi tutto,,,
http://cipiri.blogspot.it/2014/06/dellutri-in-carcere.html
in risposta ai sostenitori di mistrer Dudu
che mi commentano da anonimi con turpiloquio
" siete collusi con questi individui 
spero solo che ne siate consapevoli 
con tutte le conseguenze attigue "


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