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mercoledì 31 luglio 2013

..AMORE..: Video del parto che sta facendo commuovere Faceboo...

Video del parto che sta facendo commuovere Facebook



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martedì 30 luglio 2013

Unicef : Gaza una generazione senza futuro


Gaza, bambini nella grande prigione a cielo aperto

 Una ricerca dell'Unicef documenta gli incubi e i traumi profondi di una generazione che rischia di non avere un futuro.
Mentre riprendono i negoziati israelo-palestinesi, la Striscia di Gaza continua a essere una prigione a cielo aperto: chiusa tra il mare, l'embargo di Israele e da giugno anche dall'Egitto. Una striscia di terra lunga 41 km e larga tra i 6 e i 12 km, dove vivono allo stremo un milione e 700 mila abitanti, di cui un terzo sotto la soglia di povertà. Un inferno dove circa la metà degli abitanti è minorenne e in cui rimane difficile pensare a un vero processo di pace senza domandarsi come le generazioni del futuro possano sostenere e costruire questa pace. Un pensiero che volge al peggio dopo il rapporto dell'Onu che ha accusato Israele di violenze sistematiche nei confronti dei minori detenuti, esprimendo «profonda preoccupazione circa i maltrattamenti e le torture ai bambini palestinesi arrestati».

Ma come crescono i bambini in un lembo di terra dove regna il terrore che tutto possa svanire insieme alla propria vita? Perché se è vero che un bambino può subire ferite profonde a seguito di esperienze violente, è anche vero che gli effetti invisibili di uno stato di pericolo costante durante la crescita possono essere indelebili. Lo stress emotivo della permanenza prolungata in un territorio che somiglia a una grande prigione, dove in ogni momento puoi essere colpito senza possibilità di fuga, può far sviluppare ai bambini problemi comportamentali che rendono difficoltoso, o impossibile, il recupero a una vita normale dal punto di vista psicologico, oltre che materiale. E quando i conflitti si protraggono nel tempo, come nel caso della Striscia di Gaza, i bambini possono sviluppare anche il desiderio di vendetta.

Dopo l'operazione «Piombo Fuso», che nel 2008-2009 ha provocato la morte di 1.380 palestinesi (tra cui 313 bambini), e a seguito dei bombardamenti nel novembre 2012 (con 174 morti, 1.399 feriti, 450 case distrutte e 105 scuole danneggiate nella Striscia), l'Unicef ha condotto uno studio per la valutazione dell'esposizione alla violenza nei conflitti in fase di crescita a Gaza, rendendo noto che il 97% dei minori presi in esame aveva visto corpi morti o feriti, e che il 47 % aveva assistito direttamente all'uccisione di persone. «Per i bambini un evento così mina il senso di sicurezza. Non capiscono cosa stia succedendo e si sentono impotenti. A volte possono persino pensare di essere responsabili del disagio sofferto dalla famiglia», dice Bruce Grant, responsabile Unicef nei Territori occupati.

Nei sintomi dell'esposizione al conflitto ci possono essere flashback, incubi, paura di uscire in pubblico e di stare soli. In particolare tra questi bambini sono stati osservati sintomi fisici come disturbi del sonno, digrigno dei denti, pianto ininterrotto, dolori corporei, alterazioni dell'appetito, anoressia, stordimento e stati confusionali; mentre tra i sintomi emotivi sono stati notati nervosismo eccessivo, rabbia, difficoltà di concentrazione, affaticamento mentale, insicurezza e senso di colpa, a cui si aggiungono le dimensioni della paura come la paura della morte, della solitudine, di suoni forti. Conseguenze che ogni minore sottoposto allo stress da guerra può avere, anche se per Gaza il problema è differente.

Andrea Iacomini, portavoce Unicef Italia, dice che «a Gaza esiste un problema di conflitto permanente in un contesto dove è difficile intervenire perché è come stare in una scatola sigillata da cui non puoi comunque uscire». Dopo le incursioni dell'anno scorso ci sono stati casi con bambini terrorizzati che non volevano dormire con le finestre chiuse, malgrado il freddo, per paura che un passaggio aereo mandasse in frantumi i vetri. Ma le conseguenze possono essere anche principi di sdoppiamento di personalità. «Il piccolo Udai - spiega Iacomini - ha detto agli operatori quello che ha visto prima di perdere la famiglia, in maniera priva di ogni emozione, raccontando che mentre era nella sua casa ha sentito un boato e ha visto dalla finestra una luce rossa e subito dopo la casa di fronte era sparita, riferendo di aver capito di aver perso i suoi vicini di casa; e poi ha detto di aver visto un nuovo lampo rosso ma senza boato, ritrovandosi tra le macerie di casa sua, ed è lì che ha compreso che la sua famiglia era stata colpita ma che lui era vivo. Un racconto che Udai ha fatto, mostrando una grave dissociazione da ciò stava descrivendo come se non fosse stato lui a viverla».

Dai disegni di questi bambini si può capire molto, perché anche se si tratta di disegni a tema libero fanno solo carri armati, aerei, bombe, sangue, pistole, mitragliatrici, morti: immagini di cui questi minori non riescono a liberarsi e che sanno di poter rivivere.

Nell'operazione «Piombo Fuso», la famiglia Olaiwa era in cucina e un proiettile d'artiglieria è entrato dalla finestra ferendo una delle figlie (Ghadir, 15 anni), decapitando la madre Amal (40), ammazzando sul colpo 4 dei suoi figli (Mo'tassem di 14 anni, Mo'men di 13, Lana di 9 e Isma'il di 7): un attacco a cui sono sopravvissuti il padre e il ragazzo di 16 anni che oltre ad aver riportato gravi ferite ha assistito alla mattanza dei suoi familiari. Mohammed Abu Eita (12 anni) ha visto colpire casa sua e ha visto morire sotto i suoi occhi il fratello Ahmed (16), la sorella Malak (2), il cuginetto Anwar (7), e ha visto il corpo della zia Zakia esplodere e le sue interiora sparse ovunque. Tahreer (18 anni), Ikram (15), Samar (13), Dina (8), Jawaher (4) sono le 5 sorelle che componevano la famiglia Balousha, e sono morte in seguito a una bomba lanciata a tre metri da casa loro: solo i fratelli di 17 e 11 anni sono sopravvissuti, ma hanno ancora negli occhi la loro famiglia sterminata. Eppure, in base all'articolo 38 della Convenzione sui diritti dell'infanzia ratificata da 193 nazioni, tra cui Israele, i Paesi firmatari devono prendere misure tali da assicurare protezione ai minori. L'avvocata Micòl Savia - rappresentante permanente dell'Associazione internazionale Giuristi democratici alle Nazioni Unite di Ginevra - spiega che «il diritto internazionale umanitario regola i conflitti in modo da limitarne gli effetti devastanti anche sui minori. I testi fondamentali sono le quattro Convenzioni di Ginevra adottate il 12 agosto del '49, e i successivi Protocolli Addizionali.

Durante i conflitti i bambini godono di tutte le protezioni generali previste dal diritto internazionale umanitario, e in particolare dalla IV Convenzione di Ginevra, a cui si aggiunge anche la Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti dell'Infanzia e il suo Protocollo Opzionale in vigore dal 12 febbraio 2002. Le violazioni di queste Convenzioni rappresentano un crimine di guerra in base all'articolo 8 dello Statuto di Roma sulla Corte Penale Internazionale, e possono essere perseguite da tutti i tribunali del mondo».

Eyad El Serraj, lo psichiatra che dirige il Gaza Community Mental Health Programme e si occupa dei disordini post-traumatici sui minori dal 1990, dice che per i bambini in cura si va dagli incubi alla difficoltà di concentrazione, dal senso di colpa per essere sopravvissuti, fino al senso di insicurezza e impotenza. Secondo El Serraj, la relazione che questi bambini hanno con i genitori è distorta perché si rendono conto fin dalla prima infanzia che non sono in grado di proteggerli, e parla di un trauma collettivo che aggrava il conflitto preparando la strada a nuova violenza, in quanto «il conflitto, da un punto di vista psicologico, dà vita a un ciclo di vittimizzazione e aggressione che continua a ripetersi, aggravandosi». I giovani passerebbero attraverso un momento iniziale di totale apatia, in cui si sentono stanchi e impotenti: uno stato d'animo che conduce spesso a gravi forme di depressione e alla fase di vittimizzazione. Poi il conflitto continua e i giovani cominciano a dare segni di forte ansietà e rabbia. E qui comincia la fase di aggressione che conduce a esplosioni di violenza: un ciclo che continua a ripetersi e ad aggravarsi. E da questi bambini così feriti e vulnerabili che dipende l'instaurazione futura di una pace vera e duratura.

di Luisa Betti

Articolo pubblicato il 30 luglio 2013 dal quotidiano Il Manifesto
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lunedì 29 luglio 2013

L' imputato Berlusconi è risultato colpevole


Il permanere del conflitto di interessi, la sua mancata incandidabilità, le concessioni delle frequenze televisive nazionali a prezzo di saldo, insomma la vita politica e imprenditoriale di Berlusconi, hanno avuto un solo vero grande e potente azionista: il pdmenoelle che gli ha garantito ricchezza e impunità alla luce del sole, come dichiarò alla Camera Luciano Violante:

Dichiarazione di Violante alla camera nel 2003 su mediaset

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Il conto alla rovescia da qui al 30 luglio, giorno della possibile definitiva condanna di Berlusconi per frode fiscale, non ha alcun senso. Il giudizio della Cassazione non entra nel merito della sentenza, ma nel rispetto delle norme e delle procedure. Infatti, l'articolo 65 dell'ordinamento giudiziario ne definisce così il compito:

"La Corte suprema di Cassazione assicura l'esatta osservanza e l'uniforme interpretazione della legge, l'unità del diritto oggettivo nazionale, il rispetto dei limiti delle diverse giurisdizioni; regola i conflitti di competenza e di attribuzioni ed adempie gli altri compiti ad essa conferiti dalla legge". La sentenza è già stata emessa in primo grado e in appello e l'imputato è risultato colpevole. Questo nonostante avesse a sua disposizione un collegio di avvocati tra i più prestigiosi del Paese che nessun altro cittadino avrebbe potuto permettersi. Di cosa stiamo parlando? Cosa stiamo aspettando? In un altro Stato europeo un politico condannato in secondo grado a quattro anni per evasione fiscale e a cinque anni di interdizione dai pubblici uffici sarebbe stato immediatamente allontanato dalla vita politica. Certo, in un altro Stato, dove l'opposizione esista realmente e non faccia inciuci da vent'anni con il condannato. Chi tiene in vita da sempre Berlusconi? Se avete risposto pdmenoelle la risposta è esatta. Il permanere del conflitto di interessi, la sua mancata incandidabilità, le concessioni delle frequenze televisive nazionali a prezzo di saldo, insomma la vita politica e imprenditoriale di Berlusconi, hanno avuto un solo vero grande e potente azionista: il pdmenoelle che gli ha garantito ricchezza e impunità alla luce del sole, come dichiarò alla Camera Luciano Violante. Per questo dobbiamo aspettare il 30 luglio. Non per sapere se Berlusconi è colpevole, ma per vedere se cadrà l'ultimo velo dell'impudicizia del pdmenoelle. Se resisterà nell'abbraccio al suo gemello siamese in caso di condanna definitiva per salvare sé stesso. Si accettano scommesse.

da http://www.beppegrillo.it/2013/07/cosa_stiamo_asp.html

leggi la sentenza definitiva 
http://cipiri.blogspot.it/2013/08/come-al-capone-silvio-berlusconi.html

Come Al Capone Silvio Berlusconi condannato




Come Al Capone.
guarda il carabiniere ballerino in CASSAZIONE
prima della sentenza 
VIDEO


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leggi anche 


NON AFFIDARTI A DEI CIARLATANI GIOCA  LE TUE CARTE 

http://maucas.altervista.org/imago_carte.html

GUARDALE QUI SOTTO CLICCA
LA FOTO


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domenica 28 luglio 2013

Sud Italia : il piu' grande Museo a cielo aperto nel Mediterraneo



"Per iniziare dobbiamo partire da qui, dal riconoscere che fra templi greci arcaici, classici, edificazioni medioevali e invenzioni del barocco, il Meridione ha la piu' alta concentrazione del Mediterraneo. Le sei collezione archeologiche delle principali città del Mezzogiorno sono da sole di un'importanza capitale: qualsiasi persona evoluta ci dovrebbe passare almeno una volta nella vita, come alla Mecca.

 Eppure sono in stallo. Perchè? Perchè piuttosto che investire su questa ricchezza fino a ieri puntavamo sulle fabbriche. A Melfi, in Basilicata, abbiamo portato le automobili, anzichè i turisti. Abbiamo costruito l'Ilva a Taranto, quando nella città avvelenata dall'acciaio bisognerebbe per il Museo nazionale e i suoi ori celebrati in tutto il mondo. E sapete qual è la media di occupazione di alberghi in Sicilia? Due mesi: un insulto al patrimonio sterminato dell'isola. I nostri politici devono capire che Bagnoli a Napoli, l'Ilva a Taranto, la Fiat a Melfi sono strade sbagliate per definizione. La vera soluzione per il Sud è che diventi un grande serbatoio di beni culturali, di qualità di vita e di turismo, perchè queste forze messe insieme rendono molto più delle tre fabbriche che ho nominato moltiplicate per dieci. Anche in termini di occupazione.

Dobbiamo immaginare uno sviluppo diverso per il territorio. Un futuro che dovrà passare necessariamente attraverso una potentissima operazione di restauro dei beni culturali, talmente vasta da assomigliare a un piano Marshall. Ecco si tratta d'impostare un piano Marshall per il Meridione.

 Iniziamo, per esempio, a riportare all'antico splendore Palermo, uno dei più importanti centri storici del Mediterraneo. Non solo una città meravigliosa, ma anche un luogo con una funzione geopolitica cruciale se pensiamo che l'Europa non sia solo quella dell'austerity, ma anche quella del dialogo fra i paesi del Mare Nostrum. Il restauro dei palazzi di Palermo è quindi un problema EUROPEO, non italiano o cittadino.

L'Unione deve occuparsi delle sue culle, difenderle, promuoverle. Deve farsi carico dei suoi tesori: città dei fenici, dei normanni, del Regno di Sicilia non puo' essere curata soltanto dal governo di Roma e dal mendicante Ministero dei Beni Culturali. Deve diventare un progetto europeo e lo dico nonostante io abbia partecipato poche settimane fa ad un'audizione di Barroso a Bruxelles. Uno degli appuntamenti più deprimenti dei miei ultimi dieci anni, perchè ho capito che alla Commissione europea IMPORTA BEN POCO della bellezza italiana. Ma questo non cambia la realtà dei fatti. Pensiamo a Pompei. La villa dei misteri, i corpi pietrificati delle vittime dell'eruzione, i mosaici, gli affreschi erotici i versi dell'Eneide incisi dagli studenti sui muri non sono proprietà dei campani. Appartengono a chiunque studi latino, a Tubingen o alla Sorbona o a Oxford. Con i ragazzi dell'Università di Palermo abbiamo coniato un bellissimo slogan per illustrare questa idea: Terra omnia". Invece che terronia, il Sud è Terra omnia. Di tutti. prendiamo un altra città formidabile per la sua qualità catastrofana: Cosenza. Ha una parte antica talmente collassata, dove solo alcuni privati hanno cominciato a restaurare, sostenuti dal grande impegno del Comune, che investe per riaprire piccole botteghe medievali. Rimetterne in piedi il cuore cittadino significherebbe restituire un centro abitato da 30.000 persone, e far conoscere agli stranieri un autentico gioiello della Calabria finora trascurato"
Philippe Daverio "l'espresso - 4luglio 2013"

L’idea di fondo è chiara:
 la cultura intesa come giacimento di ricchezze artistiche, paesaggistiche, storiche, architettoniche, intellettuali, enogastronomiche - che l’Italia deve cominciare a sfruttare per avere la speranza di una rinascita economica.

Per uscire dalla crisi che attanaglia il paese bisogna ripartire da qui. Dal più grande patrimonio che abbiamo a disposizione, il bene comune più grande, la nostra identità storica: la cultura. Cultura come combustibile non inquinante, come fonte di movimento e di rinnovamento sociale, come sorgente energetica. Bisogna ripartire dalla cultura come energia vitale e motore del paese. Dalla cultura come innovazione, ricerca, investimento.
 Dalla cultura come volano di crescita e sviluppo economico.

L’obiettivo è quello di “catturare” le potenzialità dell’Italia a dispetto di tutti gli sprechi esistenti, delle mille possibilità mancate, delle pochissime strategie politiche e dell’ordinaria inefficienza del settore pubblico. L’obiettivo è quello di individuare i pionieri di una nuova era economica in cui acquisti valore ciò che, purtroppo, oggi valore non ha.
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ECOLOGIA: Ai parlamentari delle Commissioni Ambiente Italian...


Ai parlamentari delle Commissioni Ambiente Italiano



Dopo aver devastato ecosistemi in tutto il mondo, le multinazionali del petrolio stanno prendendo di mira l’Italia. Ma c’è un modo per impedire che distruggano anche l’Adriatico e il Mediterraneo. ..
leggi tutto e firma ...
ECOLOGIA: Ai parlamentari delle Commissioni Ambiente Italian...: Dopo aver devastato ecosistemi in tutto il mondo, le multinazionali del petrolio stanno prendendo di mira l’Italia. Ma c’è un modo per i...

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venerdì 26 luglio 2013

..AMORE..: Avere un figlio a 40 anni: in Italia


Avere un figlio a 40 anni: in Italia


Avere un figlio a 40 anni: in Italia si tratta di una realtà concreta e anche per certi versi eccezionale.

Il nostro paese detiene infatti il record europeo di mamme over 40. Un figlio su cinque è frutto cioè di una maternità tardiva, scelta che, per motivi economici e sociali ...
continua a leggere ...
..AMORE..: Avere un figlio a 40 anni: in Italia: Avere un figlio a 40 anni: in Italia si tratta di una realtà concreta e anche per certi versi eccezionale. Il nostro paese detiene infa...

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Perchè i politici hanno abolito Glass-Steagall ?


NoBigBanks risponde: perchè i politici hanno abolito Glass-Steagall?



no big banks.itLa separazione tra banche d’affari e banche di investimento fu una scelta degli anni ’30, a seguito della crisi di Wall Street del 1929. Come mai i politici hanno commesso l’errore di abolire negli anni ’90 la Glass-Steagall?
Quali effetti macroeconomici credevano di poter ottenere? Cosa invece è successo?
Ringraziamo il sito OMSEP-Osservatorio Meridionale per lo Sviluppo Economico e Politico, schierato in favore di Glass-Steagall, che ci ha posto alcune domande, le pubblichiamo in più parti, il testo integrale lo si legge invece su NoBigBanks.it risponde all’OMSEP
“Con NoBigBanks analizziamo il processo in corso – di cui l’Italia è solo un dettaglio – che formalmente potremmo far partire dal 15 agosto 1971, ma che in realtà trovava già un’ottima pasturazione nei giorni immediatamente successivi alla scomparsa di FDR (ndr:Franklin Delano Roosevelt), sia sul fronte politico-strategico che su quello economico e culturale.
JFKSi osservò in quell’evento un salto di fase con il graduale progressivo allontanamento dal potenziamento dell’economia fisica, nei ritardi nella realizzazione delle infrastrutture strategiche e investimenti a lungo termine ad alta intensità di tecnologie e capitali, a cui si è sostituito una economia orientata alla soddisfazione del consumo abreve termine, che è poi la condanna del nostro tempo: si punta ad alti margini di ritorno per investimenti di breve respiro.
E’ su tali basi che si è prodotta una rottura che è stata mascherata dai trucchettifinanziari.
In questo quadro, si comprendono le ragioni di fondo che hanno condotto all’abbattimento del muro del Glass-Steagall ed alla affermazione della banca universale, che opera indistintamente per operazioni a breve e a lungo termine, e utilizza i depositi dei risparmiatori per fare operazioni spericolate di borsa, dando luogo a quella banca-casinòcontro cui ci battiamo.
Ciò che va messo in stato d’accusa è il sistema filo-speculativo che vede coinvolte istituzioni finanziarie, centrali culturali, col potente ruolo dei media, che potremmo in una espressione indicare come liberoscambismo speculativo, che ha orchestrato, finanziato, sostenuto una corrente di opinione a favore del progressivo abbattimento delle regole che per 60 anni avevano, tutto sommato, tenuto, è lì il problema. Al solito, le responsabilità sono individuali, ma dobbiamo riconoscere nella scuola liberoscambista la matrice culturale che ha determinato la degenerazione attuale.
Le Banche centrali intervengono con ingentissime immissioni di liquidità per tenere in piedi il sistema finanziario che è entrato in una drammatica crisi da collasso.
Siamo dinanzi ad un dirigismo speculativo che indirizza le risorse allo scopo di tenere in vita banche e istituzioni schiacciate da una mole poderosa di titoli tossici.
Enrico Mattei.php
Il fenomeno ha raggiunto ormai un punto di non ritorno, ma il problema adesso è di leadership politica e di comprensione del processo così come lo abbiamo delineato.
La storia dell’umanità è sempre stata unoscontro tra forze e interessi, ci sono coloro che operano secondo una concezione imperiale, mirando al progressivo trasferimento di ricchezza e potere nelle mani di pochi privati, individuano nello stato nazionale il nemico pubblico numero 1, ma a queste si oppongono forze espressione degli ideali repubblicani, che operano per il conseguimento del benessere della comunità.
La stagione degli omicidi eccellenti tra gli anni ’60 e ’70 – i fratelli KennedyMartinLuther KingEnrico MatteiAldo Moro – rappresentò la rottura di un equilibrio che aveva sino ad allora visto prevalere la corrente repubblicana. Dopo di loro, tanto nei movimenti giovanili che nelle grandi organizzazioni politiche, si perse quella idealità che aveva animato quegli uomini simbolo, la cui eliminazione brutale servì da avvertimento – chi avrebbe ripreso la loro testimonianza avrebbe fatto quella stessa fine – in tal modo fumessa a sopire l’aspirazione al progresso così come l’avevano incarnata gli uomini e le donne della generazione precedente.”
***
no big banksSalviamo la Gente. Riformiamo le Banche.
“La colpa, caro Bruto, non è nelle stelle, ma in noi stessi, se siamo schiavi”, dal Giulio Cesare di Shakespeare.
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giovedì 25 luglio 2013

Berlinguer si sta rivoltando nella tomba


Berlinguer si sta rivoltando nella tomba

Quando mi chiedono “cosa avrebbe detto Berlinguer” a proposito di questo o quello, evito sempre di rispondere: a meno che non si tratti dei problemi che affrontava anche lui (e ce ne sono parecchi di irrisolti, a partire dalla Questione Morale) trovo scorretto decontestualizzare quello che diceva a proprio uso e consumo (ad esempio, chi in questi giorni per legittimare il governo Letta-Berlusconi lo cita a casaccio sul compromesso storico).
Non so quindi rispondere alla domanda, se mi chiedessero cosa avrebbe detto Berlinguer a proposito di
Giorgio Napolitano che dà indicazioni di voto a PD e PDL, esautorando il Parlamento de facto della sua sovranità, circa la fiducia o la sfiducia all’esecutivo o a suoi membri.
Non so nemmeno rispondere a proposito del PD che non voterà la sfiducia ad Angelino Alfano, mettendo davanti alla salvaguardia dei diritti umani le poltrone di governo dei soliti democristiani, onnipresenti in qualsiasi governo negli ultimi 62 anni (sarà per questo che l’Italia va male?). Alla fine, tutti starnazzano per guadagnare qualcosa al congresso o alle primarie, ma poi tutti si adeguano alla linea, per interessi esclusivi e personali.
Lo chiamano senso di responsabilità, ma si tratta di semplice atto di viltà. Le larghe intese durano da novembre 2011 e avevano un unico obiettivo: cambiare la legge elettorale. Faranno di tutto (e stanno facendo di tutto), ma state tranquilli che la porcata rimarrà porcata, magari ci aggiungeranno un tocco di rossetto.
Di una cosa, però, sono certo: per gli ideali che professava, per come si è comportato in situazioni molto simili, per la sua tensione morale e ideale, Enrico Berlinguer ora una cosa la sta facendo. Rivoltarsi nella tomba. Con buona pace dei suoi presunti eredi che una volta di più ne hanno stuprato la memoria, preferendo “i ponti d’oro” e “i posti di governo e sottogoverno” alla propria ragion d’essere (posto che, il PD, una ragion d’essere non ce l’ha mai avuta, se non quella di vincere le elezioni: e fino ad oggi le ha sempre perse).

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FREE - WEB: Sicilia apre le porte alla coltivazione della Cana...

Sicilia apre le porte alla coltivazione della Canapa



La Sicilia apre le porte alla coltivazione della Canapa -

L’Assessorato alle politiche agricole della Regione Siciliana appoggia l’iniziativa di tre giovani siciliani, che, con la loro azienda “Sicilcanapa”, portano avanti un importante progetto finalizzato al reinserimento della coltivazione della canapa e della lavorazione dei derivati...

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ECOLOGIA: Con i Notav

Con i Notav


Con i Notav di Giorgio Cremaschi

Tutta la grande informazione ha seguito con trepidazione e simpatia la mobilitazione popolare in Turchia. Quel grande movimento democratico è esploso attorno alla protesta di centinaia di giovani che volevano impedire l'abbattimento di alcuni alberi in Gezi Park, un parco di Istambul destinato ad essere cancellato per far posto a qualche grande opera.

In Valle Susa sinora sono stati abbattuti oltre 5000 alberi, molti secolari,,,
continua a leggere ...
ECOLOGIA: Con i Notav: Con i Notav di Giorgio Cremaschi Tutta la grande informazione ha seguito con trepidazione e simpatia la mobilitazione popolare in Turch...

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Dimissioni del Ministro degli Interni ALFANO ed Esteri BONINO



Governo Italiano: Dimissioni del Ministro degli Interni ALFANO ed Esteri BONINO

Scandalizzati per il sequestro e deportazione di Alma Shalabayeva e sua figlia di 6 anni Aula, organizzata dai più alti vertici dei Servizi di Sicurezza Italiani con 50 Agenti, la reclusione in un CIE di Roma e l'espulsione sommaria dall'Italia utilizzando incredibilmente un jet privato invece che aerei di linea e la scorta a bordo. Il tutto per compiacere il Presidente del Kazakhistan Nazarbajev che aveva tempestato il Viminale attraverso il suo Ambasciatore e in questo modo ha preso in ostaggio la moglie e la figlia di Ablyazov,,,
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