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sabato 29 giugno 2013

Margherita Hack : è troppo comodo Dio


La scienziata, mancata oggi a 91 anni, era presidente onorario dell’UAAR,
 l’Unione degli atei e agnostici razionalisti.

"Noi atei crediamo di dover agire secondo coscienza per un principio morale,
 non perché ci aspettiamo una ricompensa in Paradiso"

(Margherita Hack).



 Dialogo su Fede e Scienza

  Margherita Hack

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Margherita Hack ribadisce di non credere in quelle che definisce “visioni “. Prendendo parte al dibattito sull’esistenza di un aldilà, l’astrofisica difende le posizioni della scienza. “Ci sono ancora molte risposte che non siamo in grado di dare”, argomenta, “ma è troppo comodo spiegare tutto con Dio”. 



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venerdì 28 giugno 2013

Ustica



Torre di controllo di Ciampino. 27 giugno 1980.
Ore 20, 59 minuti e 45 secondi.
Sul punto di coordinate 39�43’N e 12�55’E scompare dalla schermo radar un velivolo civile. E’ il Dc9 I-TIGI della società Itavia, in volo da Bologna a Palermo, nominativo radio IH870, con a bordo 81 persone, 78 passeggeri e tre uomini di equipaggio. Il controllore di turno cerca di ristabilire il contatto con il pilota del Dc9. Lo chiama disperatamente una, due, tre volte. A rispondergli solo un silenzio di morte. Scatta l’allarme, ma non scattano i soccorsi che arrive- ranno sul punto di inabissamento dell’aereo, a metà tra le isole di Ponza ed Ustica, soltanto la mattina dopo. Un ritardo sospetto. Così come misteriosa è la causa della scomparsa del Dc9. La cosa più facile? Attribuire il disastro ad un difetto strutturale dell’aereo, un cedimento. La tesi del cedimento strutturale del Dc9 dell’Itavia resterà per quasi due anni la spiegazione ufficiale della tragedia, tanto che la società proprietaria dell’aereo diventerà il primo capo espiatorio e sarà costretta a scio- gliersi. Ma in ambienti giornalistici la tesi semplicistica        della     sciagura



comincia quasi subito a fare acqua. Che qualcosa in questa storia non quadri dovrebbe capirlo anche il magistrato romano al quale l’inchiesta è affidata. Per consegnare al pubblico ministero Santacroce i nastri di Roma Ciampino, sui quali era impressa tutta la sequenza del volo del Dc9, fino alla scomparsa dagli schermi radar, l’aeronautica militare impiega ben 26 giorni. Addirittura 99 per consegnarli i nastri di Marsala. Senza contare il materiale che gli verrà tenuto nasco- sto. Insomma il fatto che l’arma azzurra giochi sporco di fronte alla morte di 81 persone e che, specie all’inizio, il governo italiano sia più di ostacolo che di aiuto all’inchiesta giudiziaria è la prima vera risposta ad una domanda che ancora oggi in molti si pongono: chi ha abbattuto il Dc9 di Ustica?



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mercoledì 26 giugno 2013

Previsioni estate 2013 per tutti i segni dello Zodiaco



Zodiaco 

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Giuseppe Casale : Cavaliere della Repubblica Italiana



Questa puntata la dedichiamo a Giuseppe Casale, pensionato di Firenze. Giuseppe ha 72 anni e tutte i giorni fa il giro dei bar del suo quartiere per raccogliere cornetti e bomboloni avanzati dal giorno prima. Quando ha riempito la sua borsa, va a trovare i clochard della città e distribuisce i dolci della colazione. Faccio visita a 30-40 persone - ci ha detto - .
Il più delle volte li trovo che dormono, allora gli lascio il sacchetto piano piano per non svegliarli”. Giuseppe fa il volontario da una vita, ha cominciato ai tempi dell’alluvione di Firenze, ed è stato nominato Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana.
Bravo Giuseppe, cavaliere della repubblica!
da Ballaro'

ANCHE QUESTO SIGNORE HA IL TITOLO DI CAVALIERE DELLA REPUBBLICA

PICCOLE DIFFERENZE ???

Sette anni di reclusione per Silvio Berlusconi




Berlusconi condannato a 7 anni. 

Interdizione perpetua

Sette anni di reclusione per Silvio Berlusconi, uno in più di quanto chiesto dall’accusa, e interdizione perpetua dai pubblici uffici... CONTINUA A LEGGERE http://cipiri.blogspot.it/2013/06/sette-anni-di-reclusione-per-silvio.html


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leggi anche 


NON AFFIDARTI A DEI CIARLATANI GIOCA  LE TUE CARTE 

http://maucas.altervista.org/imago_carte.html

GUARDALE QUI SOTTO CLICCA
LA FOTO


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martedì 25 giugno 2013

Sette anni di reclusione per Silvio Berlusconi




Berlusconi condannato a 7 anni. 

Interdizione perpetua

Sette anni di reclusione per Silvio Berlusconi, uno in più di quanto chiesto dall’accusa, e interdizione perpetua dai pubblici uffici. E’ la sentenza dei giudici del Tribunale di Milano al processo Ruby, in cui il leader Pdl
è stato condannato per prostituzione minorile e concussione, in merito ai suoi rapporti con l’allora minorenne Karima el Mahroug, alias Ruby, ospite dei festini di Arcore, e all’intervento dell’allora premier sulla Questura di Milano perché la ragazza, fermata per un furto nel maggio 2010, fosse lasciata andare.

I giudici hanno rimodulato l’accusa in concussione per costrizione (articolo 317) invece che per induzione (articolo 319 quater, introdotto dalla nuova legge sulla corruzione) come ipotizzato dall’accusa: da qui l’aggravamento della pena.
Il verdetto è arrivato dopo sette ore di camera di consiglio.
 Disposta l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. I giudici hanno stabilito anche l’interdizione legale per la durata della condanna. I giudici della quarta sezione penale, presieduti da Giulia Turri, hanno disposto anche la confisca e dei beni sequestrati a Karima El Maurogh e il compagno Luca Risso.

Falsa testimonianza, trasmessi verbali di udienza dei testimoni della difesa. Il Tribunale ha deciso anche la trasmissione degli atti alla Procura perché valutino l’ipotesi di falsa testimonianza per le dichiarazioni di una lunga serie di testimoni, tra i quali la parlamentare del Pdl Maria Rosaria Rossi e l’europarlamentare Licia Ronzulli e di suo marito Renato Cerioli, il cantante Mariano Apicella (cui il Cavaliere ha comprato casa), il pianista Danilo Mariani e di sua moglie Simonetta Losi (inserita nelle liste Pdl), e il commissario di polizia Giorgia Iafrate. Nella lista dei giudici tra gli altri c’è anche l’ex consigliere per le relazioni estere di Berlusconi, Valentino Valentini, che era con Berlusconi a Parigi quando telefonò in questura la sera del 27 maggio 2010. Trasmesse ai pm i racconti a verbale di alcune delle Olgettine (Elisa Tosi, Francesca Cipriani, Elisa Barizonte, Miriam Loddo, Roberta Bonasia, Joana Visan, Barbara Faggioli, Cinzia Molena, Marianna e Manuela Ferrera, Raissa Skorkina), di Joana Armin, della prostituta brasiliana Michelle Conceicao (cui fu affidata Ruby dalla Minetti), dell’ex diplomatico in servizio presso la presidenza del Consiglio Bruno Archi (inserito nelle liste Pdl alle scorse elezioni), delle gemelle Concetta ed Eleonora De Vivo (che hanno ricevuto almeno un bonifico da Berlusconi). La Procura di Milano dovrà valutare anche le testimonianze di Antonio Passaro, avvocato con l’hobby dello spogliarello cui Ruby aveva detto la famosa frase: “Noemi è la pupilla, io sono il culo”, di Giorgio Puricelli, ex fiosioterapista del Milan, ed ex consigliere regionale Pdl, di Serena Facchineri ex fidanzata di Luca Risso, di Giuseppe Estorelli già caposcorta di Berlusconi, di Marystelle Polanco che aveva dichiarato di travestirsi da Obama durante le serate ad Arcore per divertire il presidente, di Lorenzo Brunamonti, già assistente di Berlusconi, di Giovanna Rigato, ex Gf diventata dipendente Mediaset. I giudici, invece, hanno disposto la trasmissione degli atti al consiglio dell’ordine degli avvocati di Milano per Luca Giuliante, ex legale di Ruby e presente al misterioso interrogatorio della giovane avvenuto il 6 ottobre del 2010.
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E quei 314 deputati che votarono che Ruby per lo Stato italiano la notte del 27 maggio 2010 era nipote di Mubarak ??????

Giorgia Meloni e Ignazio La Russa, oggi dissidenti, non trovarono neanche il posto dove sedersi e votarono in piedi. Il 5 aprile 2011 232 deputati del Pdl – sui banchi del governo c’erano tutti, meno Berlusconi, tutti cioè i Frattini, le Brambilla ecc – votarono compatti col voto elettronico che Ruby la notte del 27 maggio 2010 era per lo Stato italiano la nipote di Mubarak e che le sette telefonate di Berlusconi in Questura a Milano per farla rilasciare erano telefonate di premier, telefonate di Stato. Con i deputati del Pdl votarono questo orrore i 59 della Lega, i 21 dei Responsabili, più Nucara, Mannino e Misiti. Barbareschi si astenne, poi disse che c’era stato un errore…

Giuseppe Casale :

 Cavaliere della Repubblica Italiana


ANCHE QUESTO SIGNORE HA IL TITOLO DI CAVALIERE DELLA REPUBBLICA

PICCOLE DIFFERENZE ???

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NON AFFIDARTI A DEI CIARLATANI GIOCA  LE TUE CARTE 

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lunedì 24 giugno 2013

Gerusalemme: Assaf e' il simbolo dei rifugiati



Assaf , idolo arabo e' il simbolo dei rifugiati

L'UNRWA nomina Assaf "ambasciatore dei rifugiati palestinesi". Ha dimostrato che il popolo palestinese è unito e sorpassato la sua leadership.

 Guarda il video.

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Gerusalemme - Mohammed ce l'ha fatta. Sabato sera è stato incoronato "Arab Idol" mandando in visibilio milioni di palestinesi dispersi in tutto il mondo. E mentre l'intera Palestina celebrava per le strade una gioia riservata a pochissime altre personalità, il simbolo di Gaza, la voce forte e limpida dei gazawi, conquistava anche le Nazioni Unite.

A poche ore dalla vittoria di Beirut, Filippo Grandi, commissario generale dell'agenzia dell'Onu per i rifugiati palestinesi, nominava Assaf primo ambasciatore regionale dell'UNRWA per i profughi palestinesi. "A nome dell'UNRWA, mando le mie più sentite congratulazioni a Mohammed e alla sua famiglia - ha detto Grandi - Tutti i palestinesi condividono questo successo. La musica di Mohammed è un linguaggio universale e parla a tutti noi. È fantastico che un rifugiato di Gaza ci unisca tutti in questo modo".

Ancora emozionato per la vittoria del programma tv Arab Idol, Mohammed è stato così travolto da un secondo grande successo: "Sono veramente onorato di diventare ambasciatore dei rifugiati palestinesi - ha commentato il 23enne gazawi, nato in Libia e cresciuto a Khan Younis - I miei ricordi più belli della scuola dell'UNRWA a Gaz,a dove ho avuto l'opportunità di studiare, sono ancora freschi. Da rifugiato, posso capire meglio di chiunque altro le sfide e le opportunità che abbiamo di fronte. Darò il meglio per aiutare l'UNRWA a permettere ad altri giovani di avere le mie stesse chance".

Il "figlio della Palestina" ha saputo dimostrare da solo, da un palco raggiunto scavalcando muri e vincendo l'assedio di Gaza, quanto il popolo palestinese sia ancora profondamente unito. Da tutto il mondo arabo, dai campi profughi palestinesi sparsi in Medio Oriente, sotto forma di voti inviati con un telefonino è giunta forte la voglia di unità e l'orgoglio per le proprie radici.

Un orgoglio spesso disintegrato dalla leadership palestinese, dai litigi e le dimissioni, dall'incapacità di rappresentare con dignità un popolo disperso, ma che è ancora uno. Sabato sera si è festeggiato in tutta la Palestina, da Gaza City a Ramallah, da Betlemme a Gerusalemme Est. Milioni i telespettatori sintonizzati sul canale dell'MBC, mentre maxi schermi venivano installati praticamente ovunque.

Naturalmente, c'è chi tenta di fare propria la vittoria del giovane Assaf, ugola d'oro palestinese: le principali compagnie telefoniche, le banche, le compagnie, hanno tappezzato la Cisgiordania di poster con il volto pulito di Mohammed, tentando di utilizzarlo per farsi facile pubblicità. Anche l'Autorità Palestinese prova a non farsi sfuggire un'occasione d'oro per ripulire un'immagine sporcata da corruzione e incapacità di gestire il Paese: tanti i leader che hanno pubblicato su Facebook e Twitter la foto del cantante, mentre il presidente Mahmoud Abbas (che ha subito assegnato ad Assaf "pieni privilegi diplomatici") definiva la sua vittoria "fonte di orgoglio, successo di tutto il nostro popolo, passo per raggiungere il nostro sogno di una Palestina indipendente con Gerusalemme come capitale".

Ma per oggi va bene così: Assaf ha dimostrato che la Palestina esiste ancora. Dopo un breve ritorno a Gaza, Mohammed canterà nelle principali città della Cisgiordania, rendendo forse possibile - seppur solo da un palco - quello che Hamas e Fatah non sono stati in grado di archiviare per due anni: l'unità delle due enclavi palestinesi.

di Emma Mancini per http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=79068



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venerdì 21 giugno 2013

ECOLOGIA : Cambiare o Morire


Nella foto: 
copertoni di auto lasciati sul fondo dell’Oceano Atlantico negli anni ’70 
di fronte alla città di Fort Lauderdale negli Stati Uniti .

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 Riduci i rifiuti, cambia la vita!
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CAMBIARE ABITUDINI ORA

 INSIEME SI PUO'.

 PIù RACCOLTA DIFFERENZIATA,

 PIù RICICLO, 

MENO SPRECO, PIù RIUSO, 

MENO BUSTE DI PLASTICA, PIù BUSTE RIUTILIZZABILI, 

MENO CARNE E MENO PESCE NELLA DIETA, 

PIù PRODOTTI LOCALI E DI STAGIONE, 

PIù AUTOPRODUZIONE, 

PIù ALBERI, MENO CEMENTO,

 PIù BICICLETTA E MEZZI PUBBLICI,

 MENO MACCHINA !

leggi anche
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Palermo Pride 2013


Per la prima volta nella storia, il Pride nazionale italiano si spinge così a sud, a testimoniare il suo poderoso messaggio di libertà, eguaglianza e democrazia e a raccogliere l’entusiasmo e la spinta al cambiamento e all’innovazione di tutto il Paese, da parte di una città straordinaria come Palermo. Oltre al Pride di Palermo, guardiamo a tutti i vari Gay Pride che si celebrano nel mondo nell'anno 2013.
Ci abbiamo pensato, io e Rossella Puccio, amica giornalista. Ci siamo chieste: Cosa fare? Volevamo dare un contributo nostro, come creative e come cittadine. Un momento ludico e gioioso che rappresentasse lo spirito della festa, ma allo stesso tempo focalizzasse sulla mancanza di una dimensione pubblica dell’amore delle persone LGBT. Il bacio come valore simbolico, come momento intimo ma collettivo. L’iniziativa del flashmob intanto si è sviluppata sul web, facebook e twitter, dove ha raccolto molte adesioni (anche virtuali, scambiate l’hashtag #bacioliberatutti).

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Su facebook la pagina ufficiale
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 In occasione del Palermo Pride 2013, l’Avvocatura per i Diritti LGBTI – Rete Lenford, insieme ad Amnesty International, ha organizzato il convegno I diritti umani delle persone LGBTI. Il convegno è organizzato in due sessioni: nella prima si parla del “diritto di famiglia tra natura e diritto: Francia, Regno Unito e Italia a confronto”. La seconda sessione ha uno sguardo più ampio e ruoterà intorno a questo tema: “La marcia per l’affermazione dei diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e intersessuate a livello internazionale: i casi di Russia, Uganda, Algeria, Francia e Italia”.
Convegno al Palermo Pride con i saluti di Christiane Taubira Milano si tinge di Queer il 29 giugno 2013, come già annunciato da tempo sul nostro blog.http://www.queerblog.it/post/65967/i-diritti-umani-delle-persone-lgbti-convegno-al-palermo-pride-con-i-saluti-di-christiane-taubira

Spot - Palermo Pride 2013

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Uno spot pubblicitario nasce sempre con uno scopo ben preciso e spesso, dietro la sua realizzazione, c'è un team di professionisti addestrati a soddisfare le esigenze di una produzione scrupolosa e di un cliente esigente. Il mio spot invece si muove in controtendenza: nessuna major alle spalle, nessuno sponsor, niente teatri di posa. Il soggetto, nato quasi spontaneamente, è una rilettura del vecchio carosello. Il plot è essenziale. Gli attori rigorosamente non professionisti. Nessun effetto speciale se non la voglia di comunicare un messaggio in maniera semplice, diretta e solare. Esattamente come la Sicilia, la mia terra, che ho cercato di declinare in tutta la sua bellezza naturale e culturale, coniugandola con i principi del Pride di tolleranza e fratellanza.
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Milano Pride

Dopo aver ottenuto il patrocinio del Comune, nei giorni precedenti si terranno iniziative legate al tema Lgbt. Si inizierà il 24 e termineranno il giorno dopo il Pride, il 30 giugno 2013.
Porta Venezia è la zona scelta per il ritrovo da parte della comunità Llgbt tra serate a tema, incontri e dibattiti.
Dal 27 di questo mese A partire dal 27 giugno – per tre giorni - Piazza Oberdan (lato Spazio Oberdan), si trasformerà nel crocevia della Milano Pride week: lounge bar, con DJ set e un ampio gazebo con info point
Domenica 30 giugno, invece, A chiudere la settimana di eventi domenica 30 giugno la scuola “DanceHaus Susanna Beltrami”, chiuderà gli eventi con lo spettacolo di danza “Paradise Loft” di Matteo Bittante.
Tutte le informazioni sul sito www.milanopride.it
Il corteo, invece, partirà da Piazza Duca d’Aosta e terminerà in Piazza Oberdano, passando in un tratto di Corso Buenos Aires.

http://palermopride.it/2013/

Al New York City Pride si esibirà Cher

Ci sarà anche Cher sul palco del New York City Pride che si tiene questo mese nella Grande Mela.Continua...


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giovedì 20 giugno 2013

ExpoPolis è un libro ma anche un gioco


Il grande gioco di Milano 2015 è cominciato

Sotto l'egida di Expo si sta aprendo il banchetto per la spartizione di Milano. Come in tutti i giochi alcuni attori si accaparreranno tutto, ad altre pedine non resteranno che le briciole...o no?
ExpoPolis è un libro ma anche un gioco. ExpoPolis è una comunità che si oppone alla logica speculativa e tentacolare di Expo 2015 ma anche una riflessione aperta sul presente e sul futuro di Milano. ExpoPolis è un osservatorio e al tempo stesso laboratorio di attivazione e partecipazione.


Milano 2013,

una città in pieno cambiamento urbano. Scheletri di grattacieli si innalzano verso il cielo, nuove costruzioni e tanto cemento stanno cambiando la geografia di questa città, in vista dell’expo 2013. Ne parleremo attraverso il libro Expopolis, racconto di una città che cambia e di una storia che si ripete, legata alle grandi esposizioni universali. Un viaggio nel passato e nel presente, con qualche accenno al prossimo futuro, della città in cui abitiamo e che si sta modificando davanti ai nostri occhi.

Expopolis

di Roberto Maggioni, Off Topic

Il grande gioco di Milano 2015

Mentre dal palco delle autorità si celebra il luccicante brand di Expo 2015, gli specchi della città vetrina sono già in frantumi e Milano implode su se stessa.

Le banche, le fondazioni, le congreghe e le mafie stanno muovendo le loro pedine per accaparrarsi le fette più ghiotte della torta di Expo. Vuoi giocare anche tu? Tira i dadi e decidi il tuo personaggio: un immobiliarista alla Cabassi, un’archistar alla Boeri, un sindaco che ha sbagliato la prima mossa, un governatore padano più ricattabile del celeste, o un più modesto ’ndranghetista che sposta terra e apre bar sui navigli. Muoviti sul tabellone schivando gli imprevisti. Comitati denunciano gli scempi, reperti archeologici disturbano i cantieri, pendolari bloccano i treni, inquilini si oppongono all’abbattimento delle case popolari, grattacieli vengono occupati da precari incazzati, informatici vanno in sciopero, centri sociali resistono agli sgomberi.

Le caselle del gioco diventano capitoli del libro, se li leggi potrai fare luce sui buchi neri finanziari, i conflitti di interesse e la voracità della speculazione.

Con un linguaggio a metà strada tra giornalismo d’inchiesta, comunicazione virale e advertising irriverente, Expopolis offre alle nuove comunità resistenti gli strumenti critici ideali per graffiare l’icona dell’evento internazionale. Un volume ricco di dati, analisi, documenti e racconti orali di cittadini che partecipano loro malgrado al grande gioco al massacro di Expo 2015.

Roberto Maggioni, giornalista a Radio Popolare, scrive sulla webzine MilanoX. Si occupa in particolare di movimenti, mafie, immigrazione. Suona in diverse band underground.

Off Topic è un laboratorio di attivisti che si muove nelle crepe della metropoli milanese. Tra lotta alle nocività e agitazione culturale, il collettivo ha la sua casa base nello spazio occupato Piano Terra, nel quartiere Isola.

per scaricare il gioco e per maggiori informazioni:

http://expo-polis.com/

http://www.agenziax.it/expopolis/


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CARCERE S. VITTORE

EXPO 2015 E' SOLO UN SET CINEMATOGRAFICO

11mila metri quadrati di EXPO 2015 saranno solo delle enormi scenografie a causa dei ritardi.

Venerdì 13 è partito un bando di gara del valore di 1.100.000 euro
 per appaltare il “camouflage” delle zone incompiute...

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mercoledì 19 giugno 2013

ZODIACO: Luna Rosa: il 23 giugno 2013

Luna Rosa: il 23 giugno 2013





Luna Rosa:

 il 23 giugno si mostrerà come la luna più grande del 2013.

vedi di piu' ...
ZODIACO: Luna Rosa: il 23 giugno 2013: Luna Rosa:  il 23 giugno si mostrerà come la luna più grande del 2013.  (il punto più distante invece viene denomina...

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VIDEO: Claudio Rocchi e il suo ultimo Volo magico

Claudio Rocchi e il suo ultimo Volo magico



La morte dello storico cantautore, 62 anni, è avvenuta oggi a seguito di una malattia degenerativa di cui aveva egli stesso dato notizia su Facebook "Dopo vari accertamenti a tutto campo, il quadro clinico è fissato", scriveva il 25 maggio scorso. "Patologia non reversibile che innesta la perdita d'uso degli arti inferiori sulla patologia ossea degenerativa. Sono ultra fragile, e devo stare praticamente a letto evitando movimenti di ogni genere che potrebbero, nel caso di un'invasione midollare più alta del D11 odierno, pregiudicare anche l'uso degli arti superiori. Non male, vero, per mettere alla prova il buonumore? Sappiate che il buonumore tiene, la Coscienza pure e il libro è iniziato stamane...". Si riferiva alla sua autobiografia "La settima vita". Claudio Rocchi, milanese, aveva partecipato alla prima, indimenticabile stagione del rock italiano, dapprima come bassista degli Stormy Six, poi come solista originale e caparbio, attraverso dischi di qualità e un'intensa, puntigliosa attività live.

 Nel 1970 pubblicò il primo album a suo nome, "Viaggio", interamente acustico, accolto subito da grandi consensi. Ma fu il successivo a conquistarsi un posto di assoluta rilevanza: si intitolava "Volo magico n.1", uscì nel 1971, e tuttora è considerato un must della discografia italiana degli anni Settanta,
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martedì 18 giugno 2013

Turchia : Uomo in piedi




Turchia
 Scatta nuova forma di protesta: 
Uomo in piedi

E' stata lanciata a Taksim dal coreografo Erdem Gunduz, rimasto immobile per cinque ore in mezzo alla piazza simbolo della rivolta. Invito a "fermarsi" alle 8 ogni sera
- E' scattata in Turchia una nuova forma di resistenza civile, quella dell'"Uomo in piedi" (#duranadam). A lanciarla è stato la notte scorsa il coreografo Erdem Gunduz, che è rimasto immobile per cinque ore in mezzo a Taksim, la piazza simbolo della rivolta contro Erdogan, davanti al ritratto del fondatore della Turchia moderna Mustafa Kemal "Ataturk". Poco alla volta l'uomo è stato raggiunto da altri manifestanti, che si sono immobilizzati accanto a lui.
La notizia della nuova protesta è stata subito rilanciata dai social netwrk. In vari quartieri di Istanbul e in altre cittè del paese altre persone si sono fermate in strada, nelle piazze, in luoghi simbolo. Ad Ankara una donna è rimasta ferma per ore sul posto in cui e' stato ucciso dalla polizia il manifestante Ethem Sarisuluk. Su twitter l'hashtag #duranadam è diventato in poco tempo una tendenza mondiale.
Non è tardato però l'intervento delle forze di repressione. Nel cuore della notte la polizia ha arrestato Gunduz e le persone che protestavano con lui in mezzo a Taksim. Dopo qualche ora di fermo il coreografo è stato rilasciato e ha annunciato che continuerà a protestare per liberta' e contro la repressione in Turchia. Un appello e' stato lanciato affinche' la protesta diventi nazionale. Chi vuole aderire, dice l'appello, si fermi alle 8 ogni sera e diventi un "Uomo in piedi".
Intanto stamani c'è stata una nuova ondata di arresti e di perquisizioni a Istanbul e Ankara. Perquisite le sedi del quotidiano Atilim e dell'agenzia di stampa Etkin, riferisce il sito del giornale Hurriyet. Il deputato dei partito filocurdo Bdp Sirri Süreyya Önder ha annunciato su Twitter 70 arresti stamani di membri del Partito socialista degli oppressi (ESP). Altre 193 persone sono state fermate a Istanbul di cui 22 accusate di "organizzare proteste violente e lanciare appelli a partecipare a manifestazioni illegali". I 22 saranno interrogati per quattro giorni. La poliazia ha anche perquisito 26 indirizzi nella capitale Ankara e vengono eseguiti mandati di arresto per 30 persone, altre 13 sono state arrestate a Eskisehir. Quasi 600 persone sono già state arrestate domenica a Istanbul e Ankara.
Resta in terapia intensiva e in gravi condizioni in ospedale l'attivista dei collettivi studenteschi di Ankara Dilan Dursun, ferita gravemente due giorni fa alla testa da un lacrimogeno sparato dalla polizia.
E' stato rilasciato Daniele Stefanini, il fotoreporter italiano ferito e arrestato nei giorni scorsi durante cariche della polizia contro i manifestanti. Stefanini partirà oggi per l'Italia, le sue condizioni di salute sono state definite "ottime" da lui stesso.

da http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=78465
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