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giovedì 30 aprile 2009

Primo maggio 2009: è di nuovo Mayday!


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.-Rotta verso il futuro! Nella city di Londra e nelle strade di Atene, nelle università e scuole che cavalcano l’Onda dei movimenti per il diritto al sapere e alla formazione, l’Europa si solleva contro il neoliberismo e i suoi disastri. Abbandoniamo la nave liberista che affonda e usciamo dalla crisi con nuovi diritti! La sicurezza che vogliamo si chiama reddito, diritti nel lavoro e oltre il lavoro, cittadinanza per i migranti, diritto alla casa, scuola e sanità pubbliche e di qualità, trasporti gratuiti, conoscenza e formazione libere e condivise, tutela della salute sui luoghi di lavoro.

In questo 2009 italiano, all’orizzonte scorgiamo più precarietà, vessazioni contro i migranti, paura del futuro, intolleranza sociale. Eppure il consenso dei sudditi nei confronti dell’imperatore aumenta.
La crisi viene vissuta come un elemento alieno, come se noi non contassimo niente, nel bene e nel male, nell’economia globalizzata. Nel frattempo, la direzione in cui si muovono i governi europei è chiara:
proteggere con miliardi di euro le banche e le imprese che hanno provocato la crisi. In questi anni la finanziarizzazione dell’economia ha definitivamente trasformato il profitto in rendita e saccheggio. Per questo è ancor più urgente una battaglia europea, oltre che italiana, per l’accesso a un reddito
sociale incondizionato, sotto forma di denaro e anche di accesso a un pacchetto di servizi e beni comuni essenziali.

La risposta di Tremonti (Dio, patria e famiglia) è un abile modo di non toccare i veri problemi sollevati dalla crisi. Il governo ha attaccato il contratto nazionale, limitando il diritto di sciopero; le imprese ristrutturano e precarizzano, licenziano e non rinnovano i contratti
precari, non investono ma cercano solo disperatamente di salvare i profitti. Il «Piano casa» del governo è un regalo alla speculazione, non offre risposte alla crisi abitativa, soprattutto ai precari - giovani, single, migranti - che rivendicano il diritto all’abitare. Il centrodestra propone meno diritti e qualche aggiustamento degli ammortizzatori sociali; il centrosinistra, capitanato da Franceschini detto Cuor di leone, ne propone l’allargamento. Ma ammortizzatori che si applicheranno solo a una piccola percentuale dei lavoratori servono di più alla propaganda confindustriale che ai precari.

Dalle strade di Roma, Milano e Palermo la Mayday lancerà un percorso di analisi, di agitazione, di critica a un modello di sviluppo insostenibile. Noi precari e precarie, nativi o migranti, viviamo tutti i giorni la precarietà sulla nostra pelle. Abbiamo il diritto di dire a cosa aneliamo. Vogliamo cittadinanza e vogliamo un welfare che sposti i diritti dal contratto verso la persona. Chiediamo la garanzia del reddito per poter rifiutare i lavori a più alto tasso di sfruttamento e sfuggire ai ricatti
che ci impediscono di generare conflitto, lottare per i nostri diritti e per la riappropriazione dei beni comuni: casa, conoscenza, formazione e informazione, mobilità, socialità, spazi pubblici

Ps: La rete Mayday dell’Aquila ha camminato con noi per tanti anni e ora, sommersa dal terremoto, sta lottando per una ricostruzione trasparente, partecipata, dal basso. Siamo dalla vostra parte!

Primo maggio 2009
Milano, Porta Ticinese Ore 15.00
Palermo Piazza Marina Ore 16.00
Roma, Porta maggiore. Ore 12.00

Berlino, Brema, Den Bosch, Gent, Gornja Radgona, Amburgo, Hanau, Helsinki,
Liegi, Lisbona, Malaga, Porto, Terrassa, Tubingen, Vienna.

Mayday: make them pay!

http://www.euromayday.org
http://italy.euromayday.org

http://www.facebook.com/group.php?gid=74868008527
http://www.facebook.com/event.php?eid=66934678835&ref=mf

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A Travaglio il premio libertà di stampa



A Travaglio il premio “libertà di stampa” dei giornalisti tedeschi
Apcom, 28 aprile

Marco Travaglio ha ricevuto oggi a Berlino il "Premio per la libertà di stampa" dell'associazione dei giornalisti tedeschi Djv. Travaglio è stato premiato "per il suo coraggioso e instancabile impegno per la libertà di stampa in Italia" e "per la sua tenacia nel continuare a criticare anche là dove gli altri hanno rinunciato da tempo" a farlo, ha spiegato il presidente del Djv, Michael Konken. "In questo modo vogliamo anche incoraggiare altri giornalisti in Italia a non lasciarsi intimidire", ha aggiunto. "Penso di essere un giornalista normale in un Paese che non è più normale da diversi anni", ha commentato Travaglio, che ha dedicato il premio a Indro Montanelli. In un lungo discorso il giornalista ha ricordato come la libertà di stampa in Italia "esiste sulla carta, ma non molto sulla carta stampata e quasi per nulla sulla televisione". Il caso italiano "viene molto sottovalutato a livello internazionale e soprattutto viene sottovalutato il pericolo di contagio" anche in altri Paesi, perché "il modello che si sta costruendo o che forse è già stato costruito in Italia", sbarazzandosi di tutti i poteri di controllo, "è un modello che fa molto comodo alle classi dirigenti e politiche", ha sostenuto. "Prima o poi qualcun altro in qualche altro Paese avrà la stessa tentazione di provare a imitare quello che è successo disgraziatamente in Italia con Berlusconi". Il giornalista ha criticato l'accentramento di potere nelle mani del premier, ma anche il "servilismo dilagante e il conformismo imbarazzante" in Italia, seguiti alle "epurazioni" di giornalisti scomodi e la creazione di una "agenda unica quotidiana" imposta dal presidente del consiglio.
Travaglio si è poi soffermato sul modo in cui i media italiani hanno riferito delle mosse del premier dopo il terremoto in Abruzzo: "I giornali sono riusciti in quei giorni a superare per conformismo e servilismo i giornali del Ventennio fascista", ha detto. "Non vedo alcuna possibilità che si inverta la rotta", ha concluso. In passato il premio del Djv era andato tra l'altro al giornalista serbo Miroslav Filipovic e alla giornalista russa Olga Kitowa.

(Foto di Ilaria Pompei)

DIRETTAMENTE DA:
http://temi.repubblica.it/micromega-online/

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L'ALTERNATIVA C'E': ENERGIA RINNOVABILE












http://www.commercioetico.it/energia-rinnovabile/index.html

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mercoledì 29 aprile 2009

Primo Maggio, gli aggiornamenti sul cast



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Primo Maggio, gli aggiornamenti sul cast
Ancora altri artisti per l'imperdibile evento gratuito in piazza San Giovanni, a Roma

Prende sempre più corpo e peso artistico il cast del concerto del Primo Maggio di piazza San Giovanni a Roma: l'evento - nel nostro Paese apripista delle grandi kermesse estive all'aperto - che quest'anno potrà contare su un headliner di sicura presa come Vasco Rossi, sul palco ospiterà (oltre ai già citati Edoardo Bennato, Caparezza, Nomadi, Bandabardò, Motel Connection - progetto parallelo di Samuel dei Subsonica, gli inglesi Asian Dub Foundation e un "super-gruppo" composto dai rappresentanti delle migliori band italiane, tra i cui membri troveranno spazio Manuel Agnelli degli Afterhours e Cristiano Godano e Gianni Maroccolo dei Marlene Kuntz), anche Giorgia, Marina Rei, Velvet, Casino Royale, Paola Turci, Paolo Fresu, Enzo Avitabile con i Bottari, Pfm e Mauro Pagani.


La conduzione del grande concerto è affidata a Sergio Castellitto.
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Non aver paura, apriti agli altri, apri ai diritti


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firma l'appello:

campagna mondiale contro il razzismo, l'indifferenza, la paura degli altri

http://nonaverpaura.org/



Non aver paura, apriti agli altri, apri ai diritti

Manifesto per una campagna nazionale
contro il razzismo, l’indifferenza e la paura dell’Altro


Più di quattro milioni di persone di origine straniera vivono oggi in Italia. Si tratta in gran parte di lavoratrici e lavoratori che contribuiscono al benessere di questo Paese e che lentamente e faticosamente, sono entrati a far parte della nostra comunità.

Persone spesso vittime di pregiudizi e usate come capri espiatori specialmente quando aumentano l’insicurezza economica e il disagio sociale.

Chi alimenta il razzismo e la xenofobia attraverso la diffusione di informazioni fuorvianti e campagne di criminalizzazione fa prima di tutto un danno al Paese. L’aumento degli episodi di intolleranza e violenza razzista a cui assistiamo sono sintomi preoccupanti di un corto circuito che rischia di degenerare e che ci allontana dai riferimenti cardine della nostra civiltà.

Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella Costituzione italiana e nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, senza distinzione alcuna di nazionalità, colore della pelle, sesso, lingua, religione, opinione politica, origine, condizioni economiche e sociali, nascita o altro.

Sono questi i principi fondamentali che accomunano ogni essere umano e costituiscono la base di ogni moderna democrazia.

Una società che si chiude sempre di più in se stessa, che cede alla paura degli stranieri e delle differenze, è una società meno libera, meno democratica e senza futuro.

Non si possono difendere i nostri diritti senza affermare i diritti di ogni individuo, a cominciare da chi è debole e spesso straniero. Il benessere e la dignità di ognuno di noi sono strettamente legati a quelli di chi ci vive accanto, chiunque esso sia.
La campagna è promossa da: Acli, Alto Commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati, Amnesty International, Antigone, Arci, Asgi, Cantieri Sociali, Caritas italiana, Centro Astalli, Cgil, Cir, Cisl, Cnca, Comunità di Sant’Egidio, Csvnet, Emmaus italia, Federazione Chiese evangeliche in Italia, Federazione Rom e Sinti, FioPsd, Gruppo Abele, Libera, Rete G2 - Seconde generazioni, Save the Children, Sei – Ugl, Terra del Fuoco, Uil Tavolo della Pace.

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martedì 28 aprile 2009

OM MANI PADME HUM




E' il mantra più potente, ed il più recitato.
Non ha un significato come frase, ma ognuna delle sei sillabe che lo compongono
ha un senso particolare. Quando viene recitato le emozioni negative vengono purificate.

Om è composta da tre lettere: A, U e M. Queste simbolizzano il corpo, la parola e la mente impuri del praticante all'inizio del suo sentiero verso la liberazione. Alla fine del sentiero, simbolizzano il corpo, la parola e la mente puri di un Buddha.
Quindi, al tempo stesso, Om indica la possibilità che vi sia una trasformazione dall'impurità alla purezza: il sentiero della liberazione.

Mani, due sillabe, significa "gioiello", simbolizza la bodhicitta, cioè l'intenzione altruista di raggiungere l'illuminazione per il beneficio di tutti gli esseri senzienti.

Padme, due sillabe, significa "loto", simbolizza la saggezza, la conoscenza. La comprensione dell'impermanenza, della vacuità, dell'interdipendenza, la conoscenza che recide ogni illusione e offuscamento. Mani Padme è anche l'epiteto di Avallokitesvara.

Hum chiude il mantra nella perfezione, come pure anche molti mantra, e significa " concedi" la mente onniscente e le realizzazioni, e simbolizza l'indivisibilità di metodo e conoscenza, di compassione e saggezza.

"Le persone anziane in Tibet erano solite recitare questo mantra alla fine della loro giornata e di solito si proponevano di recitarlo sei miliardi di volte prima di morire. Quando arrivavano al miliardo di mantra, ad alcune persone spuntavano nuovi denti che chiamavano appunto i denti del miliardo. IL potere dei mantra non è tangibile, è come l'elettricità: possiamo osservarne la realtà solo nei suoi effetti."

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lunedì 27 aprile 2009

Febbre suina: alle radici del virus

La velocità con la quale si sta diffondendo potrebbe far pensare a un virus “potenzialmente pandemico”, dichiara l'Organizzazione Mondiale della Sanità, tuttavia gli esperti sono già al lavoro per identificare tutte le caratteristiche del virus e mettere a punto una strategia per combatterlo. Ma cos'è realmente la febbre suina e quali sono i pericoli per la popolazione umana?

La febbre suina è un'infezione respiratoria acuta tipica dei maiali ed è causata da virus influenzali del tipo A. Gli attuali casi di febbre suina coinvolgono il ceppo virale H1N1, che risulta particolarmente frequente nei suini da allevamento e si trasmette solo occasionalmente all'uomo, in genere nei casi in cui questo lavora a stretto contatto con gli animali. In seguito al primo contagio, il virus è potenzialmente in grado di essere trasmesso da persona a persona allo stesso modo di una comune influenza e per questo motivo le raccomandazioni basilari contro la febbre suina consistono nell'evitare contatti troppo ravvicinati con le persone infette, lavarsi spesso le mani ed evitare in particolare di portarle a contatto con gli occhi, il naso e la bocca. La febbre suina non si trasmette quindi attraverso il cibo e non esiste nessun tipo di pericolo a consumare carne di maiale. I sintomi della febbre suina sono simili a quelli di una comune influenza stagionale e sono caratterizzati da febbre alta, tosse, mancanza di appetito, mal di testa, nausea, affaticamento e, in alcuni casi, vomito e diarrea persistenti.

Il comune vaccino contro l'influenza stagionale non protegge dalla febbre, sostengono gli esperti, che hanno già testato in un esperimento in laboratorio l'efficacia del vaccino comune contro il virus H1N1. L'attuale stato di allerta della febbre suina in base alla scala di riferimento internazionale corrisponde alla fase 3, che identifica i casi di trasmissione del virus da uomo a uomo nulli o molto limitati. Le fasi 1 e 2 identificano rispettivamente le fasi di rischio basso o leggero di casi nell'uomo, mentre le fasi 4 e 5 corrispondono ad un aumento significativo dei casi di trasmissione nell'uomo, fino ad arrivare alla fase 6 che registra la pandemia vera e propria.

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domenica 26 aprile 2009

Terra vista dallo spazio

Terra vista dallo spazio



LAGHI VULCANICI - Deriba Caldera, Sudan. Due voragini create nella terra a seguito di un'eruzione vulcanica circa 3.500 anni fa.

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IL RAGNO AUSTRALIANO - Lo Spider Crater, il cratere a forma di ragno che sorge nel nord est dell'Australia, nella regione del Kimberley. Avrebbe tra i 900 e i 600 milioni di anni. Non se ne conosce l'origine precisa.

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IL DESERTO PIU' GRANDE - Rub' al Khali, il più vasto deserto di sabbia del mondo. include parte dell'Oman, degli Emirati Arabi e dello Yemen, e copre un'area più grande della Francia. Per la maggior parte è ancora inesplorato.

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sabato 25 aprile 2009

PARKOUR




Cos'è il parkour 

Il Parkour è l'arte di sapersi spostare.

Il principale obiettivo di questa disiplina è quello di raggiungere la padronanza del corpo e della mente per superare gli ostacoli che ci circondano tracciando un percorso che vada da un punto A ad un punto B nella maniera più fluida possibile.
Molto spesso all'interno dei percorsi vengono inseriti elementi di Freerunning, ovvero viene espressa una parte più creativa che efficiente. Noi di parkour.it siamo molto moderati a riguardo anche se ci sono correnti di pensiero molto più puriste che tendono a differenziare in maniera molto più netta le due discipline. L'importante è comprendere che parkour non è una gara a chi fa il salto più alto o più bello,il parkour è un PERCORSO, senza alcuna forma di competizione fra i praticanti. La competizione è con te stesso per cercare di innalzare il tuo limite dopo aver preso coscienza delle tue possibilità.

I praticanti del parkour, chiamati "traceurs" ovvero "creatori di percorsi", aspirano a superare in modo creativo, fluido, atletico ed esteticamente valido le barriere naturali o artificiali che si trovano sulla loro strada. Per riuscirci utilizzano corse, salti, volteggi, cadute e arrampicate.

Ma il parkour non è solamente un puro esercizio fisico, perché il confronto con gli ostacoli materiali spinge il traceur alla scoperta dei suoi limiti e quindi del suo essere all'interno dell'ambiente che lo circonda. Affrontando la paura spesso ci si accorge che le nostre potenzialità vanno oltre i confini che diamo per scontati.
Per questo il parkour è sia uno sport che una filosofia di vita quotidiana.

Il padre riconosciuto di questa disciplina è il francese David Belle che verso la fine degli anni '80 iniziò a praticare in un ambiente urbano (precisamente a Lisse, un sobborgo di Parigi) le tecniche apprese giocando da bambino nei boschi della campagna francese.
Da allora questo sport ha fatto proseliti nel mondo, soprattutto in Francia e Inghilterra.
Parkour.it nasce per essere il portale italiano di riferimento per questo sport.


Il nostro obiettivo è quello di creare una community dove condividere idee, opinioni e il meglio delle produzioni multimediali di tutte le crew, per contribuire alla crescita del movimento parkour nel nostro paese.

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COME INIZIARE
Iniziare a praticare il Parkour è, sotto certi aspetti, sorprendentemente facile. Non occorrono infatti costose attrezzature ma al massimo un buon paio di scarpe da running.

Equipaggiamento a parte, i principali consigli per chi vuole iniziare sono:

1) avere una discreta preparazione atletica di base:
Una modesta preparazione atletica è necessaria e aiuta notevolmente la pratica: a tal proposito sono utili gli esercizi di aerobica.


2) studiare i fondamentali:
Lo studio delle tecniche fondamentali (che trovate nella sezione "Tecniche" del portale) è sicuramente il modo più sano ed efficace per progredire nella pratica. Sottovalutare i fondamentali, in qualsiasi sport, non è il modo per progredire velocemente! In particolare nel parkour, apprendere correttamente gli esercizi di base aiuta ad evitare di farsi male, soprattutto quando si iniziano a provare tecniche più avanzate.


3) cercare di praticare assieme ai membri di una crew:
Praticare insieme consente di scambiarsi opinioni e di essere spronati a migliorare continuamente; è anche un modo per garantire una maggiore sicurezza. Ma soprattutto, lo spirito di corpo che si crea con il parkour è una delle più belle sorprese della pratica.


4) utilizzare sempre il buon senso:
Purtroppo molte delle persone che si avvicinano al parkour sono convinte che si tratti principalmente di "saltare dai palazzi". Questo non solo è sbagliato (esercizi di quel genere sono solo una piccolissima parte della disciplina) ma è pericolosissimo. La sfida ai propri limiti deve essere sempre giocata con la massima coscienza e un principiante non dovrebbe essere spinto dal desiderio di raggiungere i limiti altrui affrontandoli con una diversa preparazione. Il parkour è una sfida soprattutto personale e ciascuno deve saper crescere con i suoi tempi ma ricordate di non tralasciare mai la pratica dei fondamentali! Solo dopo aver raggiunto un livello di padronanza psico-fisica più che sufficiente si potranno affrontare anche le tecniche più avanzate. In ogni caso il parkour non si basa sulla spettacolarità, ma sul divertimento nella pratica!
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. DIRETTAMENTE DA www.Parkour.it Il portale del parkour in Italia


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SESSO E ZODIACO

Conosci la personalita' di
ogni segno zodiacale
per capire la sua

SENSUALITA'


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 Ecco la Pagina dei PIANETI 

del Nostro Sistema Solare 




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venerdì 24 aprile 2009

25 APRILE





Per Resistenza italiana (chiamata anche Resistenza partigiana o più semplicemente Resistenza) si intende l'opposizione, militare o anche soltanto politica, condotta nell'ambito della seconda guerra mondiale - dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 e la conseguente invasione dell'Italia da parte della Germania nazista - nei confronti degli occupanti e della Repubblica Sociale Italiana da parte di liberi individui, partiti e movimenti organizzati in formazioni partigiane, nonché delle ricostituite forze armate del Regno del Sud che combatterono a fianco degli Alleati.

Il movimento resistenziale - inquadrabile storicamente nel più ampio fenomeno europeo della resistenza all'occupazione nazista - fu caratterizzato in Italia dall'impegno unitario di molteplici e talora opposti orientamenti politici (cattolici, comunisti, liberali, socialisti, azionisti, monarchici, anarchici). I partiti animatori della Resistenza, riuniti nel Comitato di Liberazione Nazionale, avrebbero più tardi costituito insieme i primi governi del dopoguerra.

La Resistenza costituisce il fenomeno storico nel quale vanno individuate le origini stesse della Repubblica italiana. Infatti, l'Assemblea costituente fu in massima parte composta da esponenti dei partiti che avevano dato vita al CLN, i quali scrissero la Costituzione fondandola sulla sintesi tra le rispettive tradizioni politiche e ispirandola ai princìpi della Democrazia e dell'Antifascismo.

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mercoledì 22 aprile 2009

Earth day

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- IL VIDEO

Siamo più di 3 milioni di attivisti on line in tutto il mondo. Vogliamo reclutare altri 3 milioni di persone che si uniscano alla nostra battaglia per il clima, per forzare i governi ad agire contro i cambiamenti climatici.
Aiutaci a raggiungere questo obiettivo! Diventa un cyberattivista firmando il form gratuito che ti permetterà di ricevere i nostri alert e la newsletter. Se invece sei già un attivista on line, il Giorno della Terra è il momento migliore per invitare i tuoi amici a unirsi a noi.

Questo fragile pianeta ha bisogno di una voce: la tua.


Ps. Greenpeace è indipendente e non accetta donazioni da aziende, governi e istituzioni internazionali. Greenpeace si sostiene solo grazie al contributo di persone come te.


IL GIORNO DELLA TERRA: ATTIVATI PER IL CLIMA!

Qui a Greenpeace siamo spacciatori di una sostanza particolare… si chiama “speranza”. E il nostro nuovo video – “Inspiring Action” – ha a che fare con essa. Quando entriamo in azione contro i peggiori crimini ambientali, agiamo anche contro la disperazione. Gli effetti dei cambiamenti climatici possono sembrare a qualcuno senza appello. Ma noi sappiamo che non è troppo tardi. Questo ripeteremo ogni giorno fino a Dicembre, quando tutti i paesi del mondo si riuniranno a Copenhagen per decidere le nuove misure per combattere il riscaldamento globale. E il destino del Protocollo di Kyoto.

Earth Day? Ogni giorno da oggi a dicembre è un Earth Day.

In questo “Giorno della Terra”, vogliamo mostrare a tutto il mondo il nostro nuovo video per spingerlo a muoversi. Siamo più di tre milioni di attivisti on line. Vogliamo aggiungere altri tre milioni di cyberattivisti nei prossimi mesi per dire ai nostri governi di non perdere tempo, che il clima va salvato ora. Ci sono diverse ragioni per disperarsi. E c’è Greenpeace per richiamare tutti al dovere della speranza. Per favore, spedisci questo video ai tuoi amici. Metti un link su Facebook. Fai un post sul tuo blog. Grazie.

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martedì 21 aprile 2009

Blog Addiction: una patologia insidiosa che colpisce molti internauti

Blog Addiction: una patologia insidiosa che colpisce molti internauti



Un blogger è una persona che sente il bisogno di comunicare pubblicamente, di dire qualcosa "postandolo", ovvero lasciando per iscritto i suoi pensieri su una bacheca, chiamata blog. Il "blogger tipo" risulta essere in genere una persona precisa nelle sue attività e nella maggior parte dei casi preferisce svolgerle da solo. Chi apre un blog lo fa sopratutto per poter trovare uno spazio per condividere i propri interessi con gli altri.

Analizziamo alcuni dati emersi dalla ricerca condotta dal professor Lavenia, docente di Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni e Psicologia Clinica presso l'università degli studi di Chieti, e dal centro Studi e ricerche Nostos, su un campione di 500 soggetti.

Dall'analisi preliminare emergono i seguenti dati: il blogger tipo non sembra essere una personalità narcististica, poiché solo il 5% ha un tasso di narcisismo elevato.

Il "blogger tipo" fa uso di alcool solo in occasioni speciali o nel fine settimana, non fa uso di droghe e se lo fa sono di tipo leggero.

Il 4% risulta dipendente, ovvero lontano dal computer diventa di umore irritabile (92%); ha abitudini alimentari non regolari (ad esempio, salta frequentemente la cena); il ritmo sonno-veglia sono alterati (dorme in media 4 ore per notte).

I soggetti dipendenti comunicano tra loro quasi esclusivamente via blog, instaurando "solide relazioni virtuali".

Dai dati della ricerca risulta che il 58% dei blogger sono donne e che il 78% si colloca nella fascia d'età tra i 18 e i 28 anni. Il 19% invece si colloca nella fascia tra i 29 e i 39 anni. Le altre fasce d'età occupano in tutto il 3%.

La maggior parte dei blogger lo aggiorna frequentemente: ogni giorno (32%) oppure più di 3 volte la settimana (38%).

Il 63% degli intervistati lavora sul blog per un tempo variabile tra le 2 e le 4 ore.

Il 48% dei blogger utilizza questa modalità di espressione per condividere esperienze ed emozioni e per dire "ci sono anch'io" (38%).

Tra le motivazioni psicologiche, molti intervistati aprono un blog per superare l'insicurezza caratteriale (38%) oppure per superare la solitudine (45%).

Si scrive in modo impulsivo (83%) partendo da opinioni e pensieri personali (30%) oppure da notizie reperite da fonti (35%).

Non sembra che i post degli altri influenzino i pensieri del blogger (solo nel 31% dei casi), mentre un commento positivo può influenzare la giornata (57%), così come uno negativo (60%).

Il blogger che si ritrova solo anche nel mondo virtuale prova emozioni negative quali rabbia e fastidio.

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lunedì 20 aprile 2009

Polemiche alla conferenza Durban II



Polemiche alla conferenza Durban II di Ginevra per gli attacchi del presidente iraniano
Ritirato l'ambasciatore israeliano in Svizzera, protesta di studenti vestiti da clown
Ahmadinejad all'Onu: Israele razzista
I delegati Ue abbandonano il vertice
Agli Usa: "Importante apertura, aspettiamo segnali concreti". Washington non chiude: "Ma questa retorica non aiuta"



GINEVRA - Si è aperta tra le polemiche e plateali contestazioni a Ginevra la conferenza dell'Onu sul razzismo e la xenofobia "Durban II". Molti i governi che hanno deciso di disertare l'appuntamento per timore che si trasformi in un processo a Israele. Non ci sono gli Stati Uniti, l'Italia, la Germania, la Polonia, l'Australia, il Canada, l'Olanda, la Nuova Zelanda e Israele. E tutti i Paesi europei hanno abbandonato i lavori non appena il presidente iraniano ha cominciato a parlare, definendo Israele - pur non nominandolo direttamente - "un governo razzista".

Il discorso. Sul podio della conferenza di Ginevra, Ahmadinejad ha criticato l'istituzione di "un governo razzista" in Medio Oriente dopo il 1945, alludendo chiaramente a Israele: "Dopo la fine della Seconda guerra mondiale - ha detto dal palco di Ginevra - gli alleati sono ricorsi all'aggressione militare per privare della terra un'intera nazione, sotto il pretesto della sofferenza degli ebrei. Hanno inviato immigrati dall'Europa, dagli Stati Uniti e dal mondo dell'Olocausto per stabilire un governo razzista nella Palestina occupata".

Ahmadinejad ha ricevuto anche applausi dalla platea: la prima volta quando ha accusato "gli stati occidentali di essere rimasti in silenzio di fronte ai crimini commessi da israele a gaza" e la seconda volta quando ha detto che occorre "rivedere le organizzazioni internazionali e il loro modo di lavorare". Consensi al presidente iraniano sono arrivati anche quando ha parlato della crisi economica mondiale sottolineando che "continua ad aggravarsi e non ci sono speranze che possa essere superata", e ha accusato gli Usa di averla scatenata.

La protesta. Alle parole di attacco del capo dello Stato iraniano i delegati dei paesi europei e occidentali hanno lasciato la sala. Dura condanna anche da parte del segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, che in un comunicato ha "deplorato" gli attacchi iraniani a Israele: "Deploro l'uso di questa piattaforma per accusare, dividere e persino istigare", ha detto Ban: "Questo è il contrario di quel che questa conferenza si prefigge". Ma dall'Onu è arrivata anche una "bacchettata" ai paesi che hanno disertato la conferenza: "La migliore replica a questo tipo di eventi è di rispondere e correggere, non di ritirarsi e boicottare la Conferenza", ha dichiarato l'Alto commissario dell'Onu per i diritti umani Navi Pillay.
"Il boicottaggio non è la migliore risposta", ha aggiunto.

Tre manifestanti travestiti da clown, con parrucche multicolore, appartenenti all'Unione francese degli studenti ebrei sono stati espulsi dall'aula quando hanno iniziato a urlare "razzista" all'indirizzo del leader iraniano. Uno dei giovani che si trovava in platea è riuscito a lanciare il finto naso rosso di plastica all'indirizzo del presidente iraniano prima di essere trascinato via.

La Francia, a Ginevra rappresentata da un ambasciatore che, come gli esponenti degli altri Paesi europei presenti, aveva avvertito che avrebbe lasciato la sala se Ajmadinejad pronuncerà "accuse antisemite" nel suo discorso. E subito dopo il discorso il presidente francese Nicolas Sarkozy ha avvertito che la Ue dovrà adottare una "estrema fermezza" contro gli "appelli all'odio" come quello di Ahmadinejad. Dura reazione un po' da tutti i rappresentanti Ue, tra cui la stessa Gran Bretagna che pure aveva deciso di partecipare alla Conferenza. Mentre l'Italia, che è stato il primo Paese europeo a sostenere la possibilità del boicottaggio, ha confermato: "La nostra previsione si è rivelata corretta", ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini. "Ma siamo pronti a impegnarci da subito per un'altra occasione internazionale contro il razzismo e la discriminazione".

I delegati europei lasciano l'aula del vertice mentre Ahmadinejad parla

Usa cauti. Gli Stati Uniti hanno mantenuto una posizione non intransigente: "Vogliamo un dialogo diretto con l'Iran ma l'Iran deve fare un certo numero di cose per rientrare nelle grazie della comunità internazionale", ha detto il portavoce Robert Wood. "Se l'Iran vuole relazioni diverse con la comunità internazionale deve abbandonare questa terribile retorica, inutile, controproducente e serve solo a nutrire l'odio razziale".

Il Vaticano rimane in aula. A sera è arrivata la presa di posizione della Santa Sede, che ha definito il discorso di Ahmadinejad "estremista e inaccettabile", ma ha scelto di non unirsi alla protesta dei Paesi occidentali. Ahmadinejad "ha usato delle espressioni estremiste - ha detto a radio Vaticana l'osservatore permanente all'Onu della Santa Sede, monsignor Silvano Tomasi - con le quali non si può essere d'accordo in alcun modo; ma allo stesso tempo, nel dibattito che si svolge nel contesto della comunità internazionale ci sono opinioni qualche vota radicali che non possono essere condivise ma che è necessario ascoltare perché è questo l'ambiente e la natura delle Nazioni Unite: essere il forum nel quale tutte le nazioni si esprimono". Il "punto affrontato dal presidente iraniano - ha spiegato mons. Tomasi - è quello del razzismo dello stato d'Israele verso i palestinesi, ma egli non si è espresso contro l'Olocausto, non ha negato questo fenomeno storico tragico, non ha menzionato la distruzione d'Israele o l'eliminazione di questo Stato. Per questa ragione abbiamo deciso con altri Paesi europei, tutti i Paesi dell'America Latina con la totalità dei Paesi africani e asiatici, di restare nella Sala per affermare questo diritto della libertà d'espressione che è parte della battaglia che noi abbiamo combattuto qui per cambiare il documento finale di questa conferenza di Durban II".

L'irritazione di Israele. In questo clima, subito dopo l'inizio della conferenza, il governo israeliano ha richiamato per consultazioni il suo ambasciatore in Svizzera. Una decisione presa a seguito di un incontro tra il presidente elvetico Hans-Rudolf Merz e il leader iraniano Mahmoud Ahmadinejad. ''Non è una rottura delle relazioni, ma un'espressione del malcontento di Israele per l'atteggiamento lassista della Svizzera nei confronti dell'Iran'', ha spiegato un dirigente del ministero degli Esteri dello Stato ebraico. L'agenzia iraniana Fars ha riferito che durante il colloquio il presidente iraniano ha definito Israele "la più orribile manifestazione del razzismo" e ha sostenuto che la comunità internazionale usa "due pesi e due misure sui diritti umani e la violazione degli stessi negli Usa e in Europa".

Nucleare e rapporti con gli Usa. Più tardi, nel corso della conferenza stampa, Ahmadinejad ha invece cambiato tono parlando dei rapporti con gli Stati Uniti di Barack Obama, dichiarando di "accogliere" il nuovo approccio dell'Amministrazione Usa nei confronti dell'Iran, cui il presidente democratico ha dichiarato di voler "tendere la mano" in un importante discorso alcune settimane fa. Un'apertura importante, ha detto, che va però accompagnata da "segnali concreti". "Con tutta franchezza dico no all'arma nucleare, sì all'energia nucleare", ha poi precisato il presidente iraniano sulla controversa questione dell'armamento nucleare iraniano. Per l'Iran "la questione del nucleare è un dossier chiuso... Noi abbiamo firmato la convenzione dell'Aja e intendiamo ricavarne dei vantaggi". Per Ahamadinejad la "giustizia deve essere uguale per tutti: se l'energia nucleare è utilizzata bene che sia a disposizione di tutti, quando è cattiva che sia proibita a tutti".

L'intervento di Ban Ki-moon. Delle tensioni che accompagnano il vertice Ban è pienamente consapevole, tanto che prima di dare il via ai lavori ha condannato "la negazione dell'Olocausto". Poi, nel discorso con cui ha aperto i lavori, ha difeso la contestata dichiarazione finale come un testo "attentamente bilanciato". "Sono profondamente dispiaciuto che alcuni Paesi abbiano deciso di rimanerne fuori - ha detto Ban - E spero che non lo faranno a lungo. Possiamo superare le divergenze. Rivolgo un appello a tutti i Paesi a considerare questo processo come un inizio e non una fine".

La posizione della Ue. La portavoce della Commissione europea Christiane Hohmann ha chiarito che l'esecutivo comunitario segue da vicino la conferenza dell'Onu e che il testo del documento "non è ideale ma è frutto di un compromesso". La Commissione intende comunque "reagire in modo appropriato" a eventuali "dichiarazioni inaccettabili". Dopo aver ricordato che "molti Stati membri hanno deciso di ritirarsi dalla conferenza. Ma una grande maggioranza - 23 su 27 - sono ancora impegnati nella conferenza", la portavoce ha sottolineato come Bruxelles ritenga di poter trarre qualcosa dalla conferenza e rimanga "impegnata a fare tutto il possibile".

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ABBA - MORTO PER DEI BISCOTTI !

E' stato diffuso il video ripreso dalle telecamere di sorveglianza che mostra gli ultimi momenti di vita di Abdoul Guiebre, il 19enne ucciso a sprangate a Milano il 14 settembre scorso.

Sono le 5 del mattino, Milano, via Zuretti, non lontano dalla stazione Centrale.
Abba insieme ad alcuni amici si avvicina al bar Shining. Entrano e commettono un furto: Abba porta via un pacchetto di biscotti.
I proprietari del bar a quel punto decidono di inseguirli a bordo del furgone. Inizialmente i ragazzi scappano. Poi però si fermano. Uno di loro indietro. Esplode la rissa. C'è il lancio da parte dei 4 ragazzi di un sacchetto di bottiglie.
Daniele Cristofoli ha in mano un'asta di ferro. Con quella colpisce alla testa Abdoul, il ragazzo con la maglia rossa.

E' stato reso pubblico il video, registrato dalle videocamere di sorveglianza, della mattina della morte di Abdul Salam Guibre, per tutti Abba. Lo trovate a questo link nel portale Youreporter. Nel video si vede tutta la terribile scena, compreso il momento in cui il ragazzo viene colpito.

Il ragazzo, cittadino italiano ma originario del Burkina Faso, era stato ucciso barbaramente da Fausto e Daniele Cristofoli, padre e figlio di 51 e 31 anni. I due saranno processati il 20 aprile e hanno scelto il rito abbreviato, che in caso di condanna comporta lo sconto di un terzo della pena.

I due Cristofoli erano i proprietari di un bar di via Zuretti e la notte del 13 settembre avevano rincorso Abba e lo hanno ucciso a sprangate perchè pensavano avesse rubato l'incasso. Invece Abba e i suoi amici avevano rubato dei biscotti.

Eravamo stati in via Zuretti il mattino dopo l'omicidio e gli abitanti del quartiere erano rimasti decisamente scossi, sia per la brutalità del fatto che per i futili motivi (e presumibilmente un'aggravante di tipo razzista come dirà qualche giorno dopo anche il ministro La Russa). Il giorno stesso c'era stato un presidio antirazzista organizzato nel piazzale della Stazione Centrale.

Al presidio erano intervenute diverse persone che hanno ribadito la loro preoccupazione per questi fatti, per il clima di intolleranza e paura del quale accusavano le istituzioni. Erano intervenuti anche alcuni extracomunitari per manifestare il loro desiderio di integrarsi e di non essere indicati come problema dell'Italia.

Nei giorni successivi c'erano stati cortei e grosse mobilitazioni (culminate nella manifestazione del 20 settembre con scontri con le forze dell'ordine). Il 23 settembre infine c'era stata una commemorazione funebre proprio nel paese di origine del ragazzo, Cernusco sul Naviglio.


Abba non è un "migrante" anche se ha la pelle nera, "casa sua" è a Cernusco sul Naviglio perchè lui è nato qui in Italia.

Alla faccia della reazione "eccessiva", hanno preso a sprangate un ragazzo di 19 anni, più volte! Magari razzismo vero e proprio non ce n'è, ma la reazione sarebbe stata la stessa se un ragazzo "bianco" avesse fatto lo stesso? Generazioni di ragazzi per "sentirsi grandi" hanno "rubacchiato" nei negozi.

Non che sia giustificabile, certo: il furto è SBAGLIATO, chiunque lo compie (anche la gente distinta ruba). Abba ha SBAGLIATO, d'accordissimo, ma se tutti i negozianti che subiscono taccheggi uccidono il taccheggiatore, c'è qualcosa che non va.

Le istituzioni senza dubbio devono intervenire per aumentare il senso di sicurezza della gente, in modo che non sia spinta a compiere queste azioni.

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domenica 19 aprile 2009

L'Aquila: Battute premier non ci toccano




Sisma Abruzzo; Pm L'Aquila: Battute premier non ci toccano
Inchiesta andrà avanti, vicenda grave, italiani vogliono verità

Roma, 19 apr. (Apcom) - "In tutta sincerità non credo che Silvio Berlusconi volesse attaccare il nostro lavoro" e poi "la battuta sul mestiere del dentista lascia il tempo che trova". Il procuratore capo della Repubblica dell'Aquila Alfredo Rossini, in un'intervista a Repubblica, replica così alle dichiarazioni del premier sulle inchieste nell'ambito del terremoto che ha colpito l'Abruzzo e assicura che "di fronte ad un evento drammatico come questo l'inchiesta non è certo una perdita di tempo".
Rossini dice di aver "apprezzato molto le parole del capo dello Stato" sul disprezzo delle regole che ha aggravato il bilancio del sisma e ribadisce che la magistratura andrà avanti con l'inchiesta perchè "la vicenda è gravissima e gli abruzzesi, tutti gli italiani, chiedono verità".
Rossini pur rispettandola non condivide l'opinione del premier sul ruolo svolto dall'informazione: "Ritengo che la stampa stia svolgendo un ruolo fondamentale. La tv informa gli abruzzesi, vittime del terremoto, su tutto ciò che accade. I giornali - continua -, con il loro lavoro di approfondimento, di ricerca e di ricostruzione dei fatti, ci hanno aiutato e continuano ad aiutarci per scoprire che cosa è successo in alcune zone dell'Aquila".

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LE BUGIE DI BERLUSCONI

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LUTTAZZI: COME BOICOTTARE BERLUSCONI

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sabato 18 aprile 2009

La vita segreta delle api

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“La vita segreta delle api”
Uscita in Italia: 17 aprile 2009
Distribuzione: 20th Century Fox

Titolo originale: “The Secret Life of Bees”
Genere: drammatico
Regia: Gina Prince-Bythewood
Sceneggiatura: Gina Prince-Bythewood (basato sul romanzo di Sue Monk Kidd)
Musiche: Mark Isham
Uscita negli Stati Uniti: 17 ottobre 2008
Sito web ufficiale (USA): cliccate qui
Sito web ufficiale (Italia): nessuno
Cast: Dakota Fanning, Queen Latifah, Alicia Keys, Sophie Okonedo, Jennifer Hudson, Paul Bettany, Hilarie Burton, Tristan Wilds, Nate Parker, Shondrella Avery, Renée Clark


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La trama in breve…
Nella Carolina del Sud, durante la turbolenta era del movimento per i diritti civili le sorelle Boatwright hanno una fiorente attività di apicoltura. La casa viene scombussolata dall’arrivo della quattordicenne Lily Owens e della sua governante Rosaleen. Circondata da comfort inaspettati, dalla grazia e dalla profonda spiritualità che trova in casa Boatwright, Lily sviluppa un legame materno con ognuna delle tre donne, che la aiutano con i loro doni unici e speciali a rassegnarsi alla perdita della madre e a capire che talvolta bisogna lasciare la propria casa per ritrovarla.

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Con Guantanamo chiudono anche le prigioni segrete della Cia

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Anche i Black Sites, le carceri clandestine della Cia, sparse per il mondo, dovranno sigillare i battenti, sparire dal programma di lotta contro Al Qaeda dell’Agenzia. E questa volta, per davvero. Già, perché ufficialmente cancellate nel 2006, dopo un’ordine di George W. Bush, in realtà le prigioni segrete della Cia hanno continuato a funzionare, con il loro carico di ospiti, persone prelevate nei loro paesi di origine, rinchiuse e spesso torturate nei “buchi neri” perché sospettati di fare parte del network del terrore. Il fatto che fossero ancora operative, non è stata confermato solo ieri, dal documento che ne ha ordinato la chiusura, siglato dal neopresidente americano, ma anche dalle denunce fatte nei mesi precedenti dalle maggiori organizzazioni internazionali per la difesa dei diritti umani. In particolare, Amnesty International e Human Rights Watch un anno fa circa pubblicarono un rapporto secondo il quale almeno 39 persone, comprese diverse donne e forse anche minorenni, erano “sparite nel nulla”, sequestrate in paesi come l’Egitto, il Kenia, la Libia l’Iran e il Pakistan dagli agenti statunitensi per essere poi trasferiti nei Black Sites dell’Agenzia.

Nate nel 2002, con le azioni di Redemption, cioè i rapimenti dei presunti affiliati ai gruppi terroristici islamici, le prigioni clandestine della Central Intelligence Agency, diventarono - in breve tempo - un vero e proprio network carcerario mondiale segreto. Gli uomini di Langley le allestirono direttamente in Afghanistan e poi, dopo l’invasione, anche in Iraq; in paesi i cui governi avevano lo stesso interesse nel combattere il fondamentalismo, come Giordania, Egitto, Mauritania, o in luoghi inaccessibili come l’isola-base militare di Diego Garcia, in pieno Oceano Indiano. I Black Sites sorsero anche nel Vecchio Continente, secondo un’inchiesta condotta dal parlamentare svizzero Dick Marty per conto del Consiglio Europeo, dove gli agenti statunitensi sfruttarono specialmente le strutture che i servizi di sicurezza sovietici avevano costruito nell’Europa dell’Est.

Per i sospettati, erano luoghi di passaggio, prima di essere trasferiti a Camp Delta, a Guantanamo, oppure prima di finire in qualche carcere speciale del paese di origine. Della loro esistenza avevano parlato per prime, alcune inchieste giornalistiche. Poi si erano moltiplicate le denunce da parte delle organizzazione per la difesa dei diritti civili. Nel 2004, la clamorosa ammissione di George W. Bush: il presidente americano, in un discorso televisivo, confermò la loro esistenza e - anche dietro le pressioni internazionali - ne promise lo smantellamento. Ufficialmente, gli unici 14 ospiti, tutti leader di Al Qaeda, vennero portati a Guantanamo. In realtà, i Black Sites continuarono a “inghiottire” persone.

Chi sospettava che non fossero in realtà mai state chiuse, ne ebbe la prova nell’aprile del 2007, quando Abd Al-Hadi Al Iraq, un uomo accusato di essere un capo del network del terrore, venne portato da agenti della Cia a Guantanamo, confermando così che l’Agenzia continuava nella sua opera di sequestro e detenzione clandestina. La decisione di Barack Obama di firmare l’ordine esecutivo può provocare forti reazioni nella Cia. Molti sono adesso i funzionari che si “sentono in pericolo” per aver agito secondo le indicazioni della precedente amministrazione.

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giovedì 16 aprile 2009

l’antifona - SABINA GUZZANTI



l’antifona
AUTORE: sabinaguzzanti
POSTATO IL 15 April 2009
domani giovedì sit-in alle 10.30 davanti alla rai

scriptum

visto sito di repubblica, ovviamente non ho mai detto: “domani facciamo casino”.hanno ripreso la frase qui sotto dove dico che più casino si fa più si manifesta sotto piazza mazzini e più vauro ha speranze di tornare. tradotto così non si capisce è equivoco. sembra che annunci che faremo casino domani in trasmissione in modo che come al solito sembra che ce la cerchiamo anziché esercitare un diritto. ma il giornalismo non è fatto per farsi capire ma ber sbiecare gon ghiarezza ghe non gi si buò gabire niende

preprescriptum

mi hanno detto che per ora è di una settimana nel senso che deciderà il cda fra una settimana. più casino si fa più gente dimostra sotto viale mazzini più speranze abbiamo di riavere vauro

pre scriptum:

ho appreso ora che il provvedimento nei confronti di vauro è gravissimo. non so perché quando ho letto sospeso ho pensato fosse pre questa puntata e basta. invece è per sempre da tutti i canali rai. non ho parole per adesso mi viene davvero da piangere. e ai responsabili che si possa ampliare la cubatura del cervello anche solo del 10% e faccia passare un po’ d’aria senza controlli e senza limitazioni antisismiche

sono qui che scrivo il pezzo per annozero di domani. mi sa che questa volta sarò nel finale con una sorpresina. l’altra puntata l’ho saltata per ovvie ragioni e me ne sono rallegrata. ormai abbiamo capito l’antifona troppo facile fargli dire, non si ride sui morti. non che sia giustificabile, la satira non è far ridere, ma diventa assai faticoso fare sottili distinguo con delle scimmie. qui bisogna stare attenti a come si spendono le energie.

c’è un fantastico articolo di galli della loggia sul corriere per chi colleziona oggetti surreali del regime.

cosa pensate della polemica su santoro? ho visto che sta volta per fortuna repubblica non è con la censura e valentini pure difende santoro dopo l’articolo incredibile che scrisse quando l’annunziata se ne andò. pure l’annunziata sta volta lo ha difeso quindi per premio credo che la lascierò in pace probabilmente è solo perché al solito a due mesi dalle elezioni siamo tutti democratici e antiberlusconiani.

che vi è parso di de magistris? so che grillo ha fatto una dichiarazione di voto in cui però stabilisce una serie di punti che chiede siano rispettati. vorrei fare anch’io una cosa del genere. bisogna che le questioni che riteniamo fondamentali come il pluralismo e la laicità dello stato siano garantite al 100% senza possibilità di scappatoie da quelli che votiamo. io l’ho detto e lo ripeto non voterò mai più nessuno che non dichiari con chiarezza cosa pensa del conflitto di interessi, della corruzione, della scuola e tutto il resto, ma ripeto mi riprometto di scrivere un documento magari anche insieme ad altri in cui ci si possa riconoscere. che serva sia ad unirsi che alla bisogna felicemente dividersi.


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mercoledì 15 aprile 2009

Per non dimenticare - Claudio Varalli e Giannino Zibecchi




I FUNERALI
Claudio Varalli e Giannino Zibecchi

Gli avvenimenti dei giorni di aprile 1975 sono stati convulsi e drammatici. La posta in gioco riguardava il mantenimento della possibilità di agire su un terreno politico ampio e legato al territorio per contrastare lo strapotere di una politica conservatrice e reazionaria che aveva al centro, come sempre, la Democrazia cristiana.
Per molti giovani queste lotte costituivano le prime esperienze politiche in cui si sperimentavano, anche con ingenuità, forme di partecipazione che non si conoscevano e in cui ci si misurava con problemi che si padroneggiavano forse solo marginalmente. Eppure ci si sentiva , con grande energia, all'interno del mondo sociale e politico e sembrava di potere cambiare con facilità gli equilibri politici del Paese .
Per molti ragazzi di allora fare i conti con la morte, con la possibilità che qualcuno di loro potesse perdere la vita perché si batteva per la difesa della democrazia fu un trauma. Nonostante il riferimento alla Resistenza e all'esempio di chi aveva sacrificato la propria vita per un ideale collettivo di altissimo livello, nessuno riteneva di poter morire. Anche gli eccidi degli anni Cinquanta compiuti dalla polizia democristiana di Scelba (da Portella della Ginestra a Melissa, Reggio Emilia, Genova , etc. ) non si saldavano storicamente con il vissuto di questi milioni di giovani che affrontavano una lotta dura e lunga con l'entusiasmo dei vent'anni. Le stragi di Avola e Battipaglia, di piazza Fontana, di piazza della Loggia, l'assassinio di Roberto Franceschi e di molti altri militanti della sinistra - per mano dei fascisti o di polizia e carabinieri - avevano chiarito che il potere non si sarebbe fermato di fronte a nessuna tragedia , pur di fermare quel forte movimento che metteva in discussione ogni presupposto della società e della struttura economica e sociale.
Questo era il clima e il contesto in cui è maturata la morte di Claudio Varalli e Giannino Zibecchi. Così all'indomani del 17 aprile, quando la morte dei due giovani era un fatto compiuto, ci si è subito misurati con la necessità di rendere loro un omaggio adeguato , che sapesse saldare anche simbolicamente l'immediato ricordo delle loro figure con il senso della loro partecipazione alla vita sociale.
Come organizzare quindi funerali degni della loro figura?
Claudio Varalli abitava con la famiglia a Bollate, i genitori erano persone socialmente impegnate, anche politicamente sul luogo di lavoro, e avrebbero compreso la necessità di affidare al funerale del figlio un messaggio politico importante. Sconvolti dal dolore di una perdita così tragica e irreversibile, hanno ceduto alle pressioni del loro parroco, preoccupato unicamente di smorzare i toni, di allontanare qualsiasi contaminazione politica dalla funzione religiosa. Non è stato così possibile tributare a Claudio gli onori politici che avrebbe meritato il suo sacrificio: soltanto al momento della sepoltura una grande folla di giovani ha invaso il cimitero di Bollate rompendo finalmente l'accerchiamento.
Questo momento combattivo e commovente è riuscito a vincere quella sorta di embargo artificioso, creando le premesse perché, il giorno dopo, i funerali di Giannino Zibecchi si trasformassero in un momento incredibile di protesta popolare.
Giannino Zibecchi non aveva famiglia, i genitori adottivi erano morti. Ma nel momento del suo sacrificio è stato adottato dalla parte migliore di Milano, quella che aveva ancora vivo il ricordo dei morti degli anni Cinquanta e Sessanta e anche della Resistenza. Nasce proprio in quegli anni la definizione di Nuova Resistenza, in riferimento al movimento democratico popolare che voleva impedire che la Democrazia cristiana, i suoi alleati, i servizi segreti, le gerarchie militari e gli americani trasformassero l'Italia in una sorta di repubblica delle banane.
La camera ardente fu allestita nella sede del consiglio di zona Ticinese, che divenne subito meta di un pellegrinaggio di gente di tutte le estrazioni: dal singolo cittadino al vecchio comandante partigiano Giancarlo Pajetta e al sindaco Aldo Aniasi. Alcuni artisti del quartiere si attivarono per realizzare manifesti e stendardi con il volto di Zibecchi che, per due giorni, segnalarono a chiunque passasse da viale Coni Zugna la veglia che si teneva in quei locali.
Il giorno dei funerali di Zibecchi, un caldo lunedì, la città espresse tutta la sua commossa partecipazione: tutte le strade adiacenti al percorso, dai navigli fino in piazza Duomo, traboccavano di gente, commossa e partecipe.
Aprivano il corteo le associazioni partigiane e i genitori di Roberto Franceschi, assassinato dalla polizia a Milano nel 1973: un tappeto di fiori rossi copriva la bara che passava in un silenzio carico di voglia di lotta, spesso interrotto da canti della Resistenza. Giovani, partigiani, associazioni, la parte migliore di Milano esprimeva la sua volontà di andare avanti, nel ricordo di due giovani vite stroncate per difendere concreti ideali di libertà.
Le orazioni funebri in piazza Duomo costituirono il momento simbolico di quei giorni, una sintesi che si ripeté pochi giorni dopo durante uno sciopero generale sindacale. Una saldatura ideale che in quei momenti, a poche settimane dal 25 aprile che segnava il trentennale della Liberazione, costituì un momento di coscienza politica e sociale molto alto per Milano e tutta l'Italia.

DAL SITO: Per non dimenticare.com
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martedì 14 aprile 2009

L'AQUILA ( TERREMOTO )

martedì 14 aprile 2009
C'è il sole

Buongiorno!
Perdonatemi per l'assenza di ieri, ma è stata una giornata intensa. Di emozioni, tutte molto forti. Prima di iniziare il mio resoconto, vorrei cercare di far comprendere a quanti di voi mi invitano a scrivere di più, a rispondere ai numerosissimi commenti e ad accettare le amicizie su facebook quali sono le mie condizioni.La carica della batteria del pc dura meno di due ore e la possibilità di ricarica mi è data nel campo non più di una volta al giorno.Per di più in molte zone della città la connessione non è possibile, in altre va e viene. E, quando c'è, è lentissima. Ieri è diluviato, ed era molto freddo. E la mente si congela in questi casi. Non sono, ahimé un inviata speciale, e non ho nessuno alle mie spalle. Sono sola. Ieri mattina ho incontrato FABIO ed i suoi amici: ragazzi napoletani che sono arrivati qui a portare soccorsi, senza passare per i canali uffuciali.Ragazzi speciali, di quelli che avrei voluto come figli. Ora Fabio potrà darmi una mano con questo blog e supportarmi là dove io non so tecnicamente arrivare. Ed è una voce in più. I campi nei paesini di alta montagna si stanno lentamente attrezzando e la situazione è quasi sotto controllo.Non per merito della protezione civile che li ha completamente abbandonati a se stessi, ma in virtù dei volontari che agiscono autonomamente.Ce ne sono ancora tanti da visitare, vi terrò aggiornati. Servono tute e scarpe da ginnastica. Possibilmente nuove o, almeno pulite. Gli abiti che ho visto distribuire sono sporchi e brutti e sintetici. Le persone hanno bisogno di dignità.Solo così si può recuperare un minimo di rispetto per se stessi e per gli altri. Se ci si abrutisce, la forza per reagire non si trova. E' meglio affidare questi abiti non alla protezione civile: anche lì ci sono persone di serie a e b. I signori vestono Prada, gli altri la merda. Dobbiamo organizzarci.
Ed ora una nota che riguarda me, che forse ai polemici nuovi frequentatori di questo luogo non interessa. Passate oltre quindi. Mi rivolgo agli amici. Ieri pomeriggio sono entrata nel centro storico con una squadra di vigili del fuoco. Speravo di poter recuperare anche una sola cosa in casa mia. Anche solo la foto di mio padre. Questo non è stato possibile, essendo crollata la scala del mio palazzo. Quella che portava all'attico dove abitavo. Ma ciò che i miei occhi hanno visto, per la prima volta dopo il terremoto, è indescrivibile. Immaginate i luoghi della vostra anima, della vostra vita, della vostra memoria trasformati in una spianata di macerie, con pochissimi punti di riferimento. In quel momento ho pensato che sarebbe stato meglio morire. Ho rivisto mia nonna affacciata alla finestra che chiamava me bambina per il pranzo.Papà che mi prendeva per mano e mi accompagnava a scuola. Me stessa che uscivo, vestita da suorina bianca per andare alla Prima Comunione. Cose piccole, ma la mia vita. Ed ho compreso la perdita di identità. La perdita di tutto. Un lutto immane. Comune. Ma terribilmente individuale. La tua esistenza che si accartoccia. E frana. E poi stanotte si è ballato di nuovo, e di brutto. E c'erano urla e pianti. Le mie non escono più.
Una cosa che vorrei diffondeste:i vigili del fuoco sono tanti, e bravi, e umani. Ma il cooordinamento per per la ricognizione nelle case e per l'accesso ai propri beni è vergognosamente disorganizzato. Si arriva nei luoghi di raccolta. Si riempie, dopo code estenuanti e disordinate, un modulo per la richiesta e si aspetta di essere chiamati. Chiamano senza osservare nessun ordine logico. Allora, dopo ore di attesa vana sotto la pioggia, o sotto il sole cocente,torni il giorno seguente e la tua domanda è sparita. Devi riempire di nuovo il modulo e ricominciare l'attesa. E sperare. Solo e senza nessun sostegno psicologico. Le persone piangono sommessamente. Sei lì a asperare che dalle macerie salti fuori anche un minuscolo pezzo della tua vita.
CIAO.

.Silvio Di Giorgio: la tua idea è ottima. Sei un grande, come sempre.

.Silvano: avrei voluto telefonarti,ma ho perso il tuo numero. Mi hai chiamata mentre tiravano fuori dalle macerie della casa che ci ospitava quella notte le uniche scarpe che mia madre vuole indossare. Ero felice!

.Grazie a tutti per il vostro sostegno. Se parlo di aiuti di sinistra e faccio la comunista, lo faccio sull'onda di quell'ironia che fa parte di me. Quella, almeno quella, non è stata seppellita sotto le macerie.
Buttato giù da Anna alle ore 11.07

DA : Miss Kappa.blogspot.com

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I COLORI DELLA PRIMAVERA : PARCO LAMBRO

FIUME









ECCO I COLORI DELLA PRIMAVERA AL PARCO LAMBRO


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lunedì 13 aprile 2009

IMPREGILO

Impregilo è il primo gruppo italiano di ingegneria e general contracting, attivo nel settore della realizzazione di grandi opere infrastrutturali, nel settore impiantistico e dei servizi ambientali.

E' quotata alla Borsa Italiana.

E' il risultato di una concentrazione industriale nel settore.




settori di attività

Contracting Costruzioni
Impianti




Concessioni Concessione di servizi di pubblica utilità (autostrade, aeroporti,cicli idrici integrati, termovalorizzazione di rifiuti, ospedali)




costruzioni


Il Gruppo Impregilo opera a livello mondiale da oltre cento anni nella realizzazione di grandi opere infrastrutturali che contribuiscono allo sviluppo economico e sociale di molti Paesi. L'attività centrale del settore è oggi la costruzione di ferrovie, dighe e impianti idroelettrici, reti autostradali, stradali e metropolitane, oltre a opere marittime e lavori specializzati in sotterraneo.



principali lavori


CONTRATTO PAESE SETTORE
SISTEMA FERROVIARIO DI ALTA CAPACITA' MILANO - NAPOLI: TRATTA BOLOGNA - FIRENZE Italia Ferrovie
SISTEMA FERROVIARIO DI ALTA CAPACITA', TORINO-VENEZIA: TRATTA NOVARA-MILANO Italia Ferrovie
GALLERIA DI BASE DEL S. GOTTARDO, LOTTI BODIO E FAIDO Svizzera Ferrovie
SISTEMA FERROVIARIO DELLA REGIONE CENTRALE: COLLEGAMENTO CARACAS - CUA Venezuela Ferrovie
SISTEMA FERROVIARIO DELLA REGIONE CENTRALE: LINEA PUERTO CABELLO - LA ENCRUCIJADA Venezuela Ferrovie
DIGA DI KARAHNJUKAR Islanda Grandi dighe
IMPIANTO IDROELETTRICO MAZAR Ecuador Impianti idroelettrici
AUTOSTRADA A4 - VARIANTE DI MESTRE: PASSANTE AUTOSTRADALE Italia Strade e autostrade
AUTOSTRADA SALERNO - REGGIO CALABRIA: AMMODERNAMENTO E ADEGUAMENTO AUTOSTRALE DAL KM. 393+500 AL KM 423+300 Italia Strade e autostrade
AUTOSTRADA SALERNO - REGGIO CALABRIA: AMMODERNAMENTO E ADEGUAMENTO AUTOSTRALE DAL KM 423+300 AL KM 442+920) Italia Strade e autostrade




Impregilo S.p.A.

Fisia Italimpianti

Attraverso la Divisione Engineering & Contracting opera nell’impiantistica di protezione ambientale, in particolare nel settore della dissalazione acque marine e nel trattamento delle acque reflue, dei rifiuti solidi anche attraverso termovalorizzatori e recupero energetico e dei fumi. Attraverso la Divisione Gestioni, opera sia nella gestione di servizi ambientali quali la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, ospedalieri e industriali e nella gestione di impianti di trattamento acque, sia nella realizzazione di bonifiche di aree contaminate.
Fisia Babcock Environment GmbH

La Società, attraverso le sue Divisioni “Trattamento Termico dei Rifiuti” e ”Depurazione Fumi”, opera nel settore della protezione ambientale, realizzando sia impianti per il trattamento termico dei rifiuti solidi urbani ed industriali con recupero del contenuto energetico sia sistemi complessi per il trattamento degli effluenti gassosi. Essa si avvale del know how acquisito in decine di anni di esperienza e di tecnologie acquisite ovvero elaborate in casa (come ad es. la “griglia Steinmüller” per impianti di termovalorizzazione dei rifiuti). Il costante aggiornamento dei propri prodotti e l’affidabilità nell’esecuzione delle opere rendono FISIA BABCOCK ENVIRONMENT GmbH il partner ideale per la soluzione dei problemi di salvaguardia dell’ambiente.
Primav Ecorodovias S.A. (Brazil)

Holding Autostrade Brasile
Kárahnjúkar Hydropower Project (Iceland)

Impianti idroelettrici
Puentes del Litoral S.A. (Argentina)

Autostrade in concessione
Hidropaute S.A. (Ecuador)

Impianti idroelettrici
Mercovia (Argentina)

Autostrade in concessione
Alp Transit Gotthard AG (Svizzera)

Ferrovie
Consorzio TAT - Tunnel Alp Transit Ticino (Svizzera)

Ferrovie
Passante di Mestre (Italy)

Strade e Autostrade
Autopista del Sol (Buenos Aires) Argentina

Autostrade in concessione
Aguas del Gran Buenos Aires (Argentina)

Ciclo delle Acque


Ragione sociale IMPREGILO S.p.A.



Capitale sociale Euro 718.364.456,72



Sede legale e
Direzione generale V.le Italia,1
20099 Sesto San Giovanni
(Milano)



Presidente Dott. Massimo Ponzellini








Sistema Gestione Qualità Sistema Gestione Ambientale Sistema Gestione Sicurezza e Salute sul Lavoro

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ECCO KOSA E' L'IMPREGILO , INCASTONATA IN TUTTI I MAGGIORI APPALTI IN ITALIA ....

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domenica 12 aprile 2009

I morti che non vi dicono




Ricevo ed inoltro "I morti che non vi dicono"


Il centro storico dell'Aquila è da abbattere e ricostruire. E questo lo
dicono in tanti. I morti, i feriti e gli sfollati sono stati contati, più
o meno precisamente. E questo lo dicono tutti. Adesso vi dirò qualcosa che
non dice nessuno.
Gli scantinati e i seminterrati del 90% del centro storico erano stati
affittati. In nero. Dentro c'erano clandestini, immigrati,
extracomunitari. Ammassati come bestie. Ci sono ancora. Centinaia di
persone che non risultano all'anagrafe, che non compaiono nelle liste dei
dispersi, che non esistono. I proprietari delle case che si sono messi in
salvo non ne denunciano la presenza. Non gli conviene. Nessuno li cerca.
Nessuno li piange. Da vivi non esistevano, non esistono neppure da morti.
Spazzati via di nascosto, come la polvere sotto al tappeto. In fondo,
perchè darsi tanta pena per loro? Una tomba ce l'hanno già. E questa volta
non gli è costata niente. Gliel'abbiamo data gratis.

All'Aquila sono in molti a saperlo. Ora, lo sapete anche voi.

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martedì 7 aprile 2009
L'Aquila non c'è più

Eccomi qui. Gli ultimi post sono stati scritti non di mio pugno. Era la mia amica Chiara che scriveva da Bologna. Questa sono io. La situazione è tragica. Inenarrabile. Io e la mia famiglia abbiamo perso tutto: case, lavoro, vita passata, radici. TUTTO. Ma quello che vorrei urlaste al posto mio è la rabbia di essere stati lasciati soli. Noi Abruzzesi siamo stati mandati a morte scientemente. Erano mesi e mesi di scosse, e nessuno ne ha mai parlato. Nessun giornale, nessun TG. NESSUNO. NESSUNO.NESSUNO. Nessun piano di emergenza era stato approntato. Siamo stati mandati a morte. Avrebbero dovuto farci evacuare. Il terremoto del 700 ha avuto la stessa casistica, gli stessi tempi. Identico. E loro ci rassicuravano. Parlano di 200 morti. Bugia. Al momento sono mille. E non è finita. E gli sfollati sono 60mila.Denuncio quell'imbelle del sindaco Cialente. La presidente della provincia Stefania Pezzopane. Tutte le autorità. L'Aquila non è. Fu. E noi tutti con lei. Si entra in città e non si hanno più punti di riferimento. Mio marito è entrato stamani. E' tornato al campo sfollati. Non connetteva. Non sapeva più neanche il suo nome. Sono lucida. Le cose che vi dico sono verità. A presto. Anna

Buttato giù da Anna alle ore 23.38


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PACE





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sabato 11 aprile 2009

La scure cinese si abbatte su YouTube




Il Governo di Pechino ha deciso per la seconda volta in poche settimane di bloccare l'accesso a YouTube da parte degli utenti residenti sul suolo cinese; un'iniziativa curiosa se si pensa che appena qualche giorno fa il Ministro degli Esteri Qin Gan aveva dichirato che "la Cina non ha paura di Internet".

Come al solito il Regime del paese asiatico non ha fornito alcuna spiegazione relativamente alle cause che hanno portato a decidere il blocco; verosimilmente Pechino ha dovuto agire in emergenza una volta constata l'impossibilità di controllare il flusso di video uploadati su YouTube e dedicati alla propaganda anti-regime.

Non è difficile intuire i motivi per cui il popolo della Cina rappresenta una delle realtà più importanti in tema di navigazione sul Web, il paese conta infatti oltre 300 milioni di internauti e oltre 100 milioni di blog in Rete. Quello che mancano sono i diritti umani.

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Su Facebook una falsa raccolta di fondi per il terremoto



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Purtroppo anche circostanze tragiche come quelle relative al post-terremoto non mancano di solleticare l'avidità di sciacalli e truffatori; non fa eccezione la recente tragedia che l'Abruzzo continua a vivere in questi giorni a cui si aggiunge la beffa di false raccolte fondi on line architettate da personaggi senza scrupoli.

Un tempo lo sciacallo era un bieco individuo che si aggirava per le macerie dopo le catastrofi alla ricerca dei beni altrui, oggi è spesso un truffatore armato di tastiera; è il caso di un certo Marco Pellegatti che ha creato un gruppo su Facebook per simulare la raccolta di fondi per i terremotati d'Abruzzo.

Forse per rendere più credibile il suo annuncio, l'uomo ha dichiarato di essere nipote del noto giornalista sportivo Carlo Pellegatti; il telecronista e intervistatore in forza alle reti Mediaset ha però immediatamente SMENTITO l'identità del falso nipote.

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